''HAPPY FAMILY'': una commedia umana verista frutto dell'immaginazione artistica
di Maria Lucia Tangorra;
Happy Family;
Testo di: Alessandro Genovesi;
Regia: Alessandro Genovesi;
Cast: Corinna Agustoni, Gabriele Calindri, Alice Croci, Linda Gennari, Alessandro Genovesi (nella foto con J-C. Potvin), Elisa Langone, Jean-Christophe Potvin, Olga Rossi, Roberta Rovelli, Massimiliano Speziani;
«Tu sei in grado di inventare storie a comando?» chiede Vincenzo (Gabriele Calindri) al nostro scrittore di finzione Ezio Colanzi (Alessandro Genovesi). Visto l'esito impeccabile di "Happy family" non c'è dubbio che l'unico imperativo che Genovesi possa aver ricevuto sia nato dalla propria urgenza di dar forma alla «storia che voleva raccontare».
Dopo aver debuttato nel 2007 ed essere stata trasposta sul grande schermo da Gabriele Salvatores, la pièce ritorna in scena nella nuova sede dell'Elfo Puccini offrendoci lo spettacolo di una commedia leggera senza mai essere vuota. Un plot disarmante per la sua linearità: inizio, svolgimento, fine; sembrerebbe banale, è invece la prova di come sia possibile, nel panorama italiano contemporaneo (senza essere costretti ad attingere sempre a quello estero, in particolare la fucina francese ndr), comporre testi per il teatro capaci di farsi contaminare dai maestri del passato perseguendo uno stile personale.
Il narratore è alle prese con il suo primo romanzo e simula di stilarlo in diretta davanti agli spettatori ed ai suoi personaggi. Due famiglie milanesi di oggi s'incontrano per una proposta di altri tempi: i figli quindicenni, Anna (Alice Croci) e Filippo (interpretato da Elisa Langone), hanno deciso di sposarsi – o meglio è una scelta presa dal lui della situazione imbevuto di parole "adulte" pur essendo ancora ragazzino. I capitoli del libro si dipanano con ritmo, montati acutamente come sequenze cinematografiche da Genovesi (anche regista ndr) grazie alla struttura ampia del palco in grado di ospitare i vari ambienti di una casa, e non solo, mantenendo in proscenio l'autore soprattutto quando agisce in quanto tale. Un escamotage nel racconto permetterà ad Ezio di interagire attivamente con i "tipi" da lui inventati in veste di personaggio-scrittore.
Impossibile non riportare alla mente colui che ha sancito il meccanismo di mise en abîme, Luigi Pirandello ed il classico intramontabile di "Sei personaggi in cerca d'autore", ma il merito da riconoscere ad "Happy family" è sicuramente l'aver trasformato quel modello non avendo la presunzione di imitarlo né di copiarlo, schierando in campo i diversi livelli della finzione con gioco e la tecnica del rovesciamento. Non solo i personaggi si rivolgono a chi li sta plasmando pregando di andare a fondo; ci si trova di fronte anche ad Ezio in cerca dei suoi protagonisti, di se stesso e delle mini storie da raccontare all'interno di una più grande qual è la vita.
In questo teatro ci sono la mamma (Olga Rossi) e il papà (un bravissimo Massimiliano Speziani anche nel ruolo del pizzaiolo Aziz), i genitori di Anna, non hanno nome forse perché il «nome è un curriculum che ti porti dietro tuo malgrado» (afferma Caterina – Roberta Rovelli ndr) o probabilmente stanno lì ad indicare le figurine genitoriali. Dall'altro lato una famiglia allargata: Vincenzo, Anna (Linda Gennari), Filippo, Caterina – dicesi la protagonista del romanzo dell'Io narrante – e nonna Anna (Corinna Agustoni). In ultimo, non per importanza dato il ruolo alla mago di Oz, «c'è Gianni» - non sarà un caso se un cane un nome ce l'ha, per di più non propriamente da animale.
Non voglio svelarvi i profili di questi umani che tanto maschere non sono e spesso suonano più veri della stessa realtà, invitandovi a vederli all'opera ascoltandoli in teatro mentre si confidano negli a parte e dissimulano nella vita recitata.
Nell'atmosfera tra il surreale, il concreto e il favolistico - complice un equilibrato e suggestivo gioco di luci (Rocco Colaianna), un cast che non ha nulla da invidiare a quello cinematografico dà corpo alla «paura di aver paura», alla «paura delle donne, degli uomini, degli altri» per cui "Happy family" è una «commedia dedicata a chi ha paura». Il testo (Premio speciale della giuria Riccione per il Teatro 2005 ndr), con spirito, ironia e commozione, offre pillole amare sui meccanismi sociali e di interazione tra le persone – emblematica la considerazione di Ezio, oltre tutto legata alla sua attività, «se nella vita non fai niente non sei niente».
Continua a pedalare comunque il nostro autore, al di là delle paure reali e virtuali, suggerendoci di non smettere mai di farlo affinché il tram della vita non deragli.
(foto di scena di Flavio Bonetti)
Teatro Elfo Puccini, Milano – 4 maggio 2010
Lo spettacolo resta in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano fino a domenica 30 maggio 2010. Per info: www.elfo.org
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