''Le cirque invisible'' di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée al Giardino di Boboli a Firenze
Un circo straordinario e poetico, partorito dalla prodigiosa abilità di due soli, ma incommensurabili artisti: Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrèe.
Un circo sognato, reinventato, dove tutto si svolge in un fluire, in apparenza, privo di ogni fatica, naturale e spontaneo come un trastullo, un circo venato di surreale, creato da due artisti che, nell'epoca virtuale e degli effetti speciali, riescono ad incantare con la loro arte fatta di stracci e precisione.
Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thierrée sono gli acrobati, i fantasisti, gli illusionisti, i funamboli, i prestigiatori, i clown, i musicisti di questo circo. Lei, sempre più perfetta, danza sulla corda tesa, si lancia in volteggi mozzafiato con le funi, cavalca ippogrifi di sedie, si trasforma in una magnifica donna-orchestra, eseguendo uno stupendo concerto per bicchieri, tegami e cucchiai. Insieme fanno comparire animali dal nulla e trasformano un piccolo coniglio in un coniglio gigante. Aiutati dagli oggetti di scena, piccoli animali domestici, ritraggono biciclette in amore. E quando Jean Baptiste Thierrée fa acrobazie con le bolle di sapone e poi le colpisce con un martello e le bolle suonano a festa come campane, Le cirque invisible dimostra come l'incantesimo teatrale può trasformare la realtà delle cose.
La semplicità e la fantasia sono gli ingredienti basilari di questi due artisti che girano l’Europa e il mondo intero e che hanno dato vita a quel genere teatrale, il cosiddetto "nouveau cirque", che ha generato poi tutti i fenomeni più contemporanei come il Cirque du Soleil . Le cirque invisible è la grazia, la leggerezza che desta incanto, nella quale il pubblico può riscoprire un tempo festivo e condividerlo allo stesso modo con gli spettatori più piccoli.
Le macchinerie sceniche con la loro voluta semplicità, gli animali che sono paperelle e non tigri, le valigie magiche e multicolori da cui escono oggetti che conosciamo ma che diventano magicamente altro stanno lì per suggerirci continuamente la possibilità di una via di fuga magica dalla realtà.
Un circo perfetto, ma solo immaginato. Apparentemente fatto da sole due persone. In realtà, creato con la complicità del pubblico che partecipa rapito alla creazione. Credendoci.
Dal 7 al 10 Giugno 2010 - Giardino di Boboli - Firenze
portale di Federico Pontiero (TS)
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