Al Teatro della Cometa di Roma Michele La Ginestra con 'SECONDO ME' 
Dopo il successo di Radice di due Michele La Ginestra torna in scena con un nuovo spettacolo in scena al Teatro della Cometa, affiancato dal grande Sergio Fiorentini e con la ballerina Corinne Bonuglia e il giovane Emanuel Caserio. Tutti molto validi gli interpreti che sono la grande forza di questo spettacolo. Una storia molto ricca di eventi e di sensazioni, sono belle le immagini evocate dalle associazioni di profumi intensi e delicati come il legno, il pane, il pesco, il ciliegio. Si parla della storia di un uomo ( La Ginestra) che attraversa nel corso della sua vita una serie di vicissitudini, a partire dalla sua infanzia, dall’amore per il proprio lavoro e il proprio maestro (Sergio Fiorentini) per la propria compagna di vita (Corinne Bonuglia) e alle prese con il matrimonio, l’arte, i sogni, il diventare padre, il tradimento, i sensi di colpa, le condivisioni, le gelosie, il dolore, l’affrontare la morte, le reazioni, la religione e la fede. I personaggi si cimentano su diversi registri drammaturgici e interpretativi mantenendo una costante carica emotiva. Sono molto efficaci sia le pagine comiche che quelle tragiche, anche se probabilmente nel complesso il testo risulta essere un po’ troppo carico di temi in un lungo arco temporale. C’è tutto in questo spettacolo ed anche troppo, si va dalla danza e le passioni al quotidiano e meno poetico calcio, dall’amore profondo all’adulterio, dalla religione alle risse, ci sono molti flashback ma anche riflessioni con sé stessi. Se prese singolarmente le tematiche funzionano e divertono e coinvolgono, invece il tutto insieme come un minestrone di emozioni forti risulta un po’ eccessivo, e i contenuti agli antipodi un po’ troppo lontani, se si ride molto, altrettanto molto si può piangere. È il racconto di una famiglia nata e cresciuta attorno alla bottega del falegname Giuseppe un uomo mite e sempre mosso dalla saggezza popolare, un artigiano sognatore innamorato del proprio lavoro e della vita che assume come giovanissimo apprendista il volenteroso Sergio. Con calma e senza fretta insegna al ragazzo la disciplina e la perseveranza, gli insegna a “rubare con gli occhi”, con una vera e propria investitura “degna di re Artù e i cavalieri della tavola rotonda” fatta con un ciocco di pesco, lo educa al valore della professione che può essere la metafora della vita umana. Sergio è rapito dal profumo antico del legno, impara l’arte della lentezza nel togliere il superfluo e l’importanza del rispetto. Ben presto riversa questi insegnamenti nell’amore per la figlia di Giuseppe, la bella e profumata Cristina, una ballerina dolce e simpatica sua coetanea. Dal loro matrimonio nasce un figlio, che non può che chiamarsi come il nonno: un altro Giuseppe dopo tanti omonimi predecessori “illustri”. Michele La Ginestra mantiene la struttura dei suoi precedenti spettacoli, fatti di brillanti quadretti narrativi, in cui si ride di gusto su battute non banali, ma potenzia l’aspetto intimo dei personaggi, intriso di simboli e rimandi cristiani. L’approccio ai temi universali è quello suggerito dal Vangelo, filtrato da un “secondo me” personale originato dalle esperienze vissute e da profonde riflessioni tra certezze e dubbi, una maturazione che deriva anche dalla presa di coscienza dei propri errori “trasformare i sensi di colpa in maturità”. Forse accentua alcuni stereotipi e luoghi comuni secondo i quali la sofferenza genera violenza o comunque, non è conseguenza matematica che una giovane e ingenua personalità sia necessariamente terreno fertile di cattive influenze che generano altro dolore, e neanche è così vero che reagire ad una grande perdita significhi abbandonare tutto quello in cui si è creduto fino ad un attimo prima. Lo spettacolo è diretto molto bene da Augusto Fornari, nel complesso risulta godibile, curata la regia, funzionali le scene, molto efficace il disegno luci. Piacevole scoperta il brioso Emanuel Caserio che aggiunge freschezza e vivacità, conferma la sua fama il grande Sergio Fiorentini che arricchisce con esperienza e vigore, senza tralasciare la travolgente simpatia e bravura di Michele La Ginestra ma anche l’energia raffinata dell’unica figura femminile Corinne Bonuglia.
Giusi Potenza
Lo spettacolo resta in scena, al Teatro della Cometa di Roma, fino al 22 Febbraio 2009
Per informazioni: www.teatrodellacometa.it
31 / 01 / 2009
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