Al teatro Valle di Roma Baliani mette in scena Malaparte 
La pelle
di Curzio Malaparte;
Adattamento e regia: Marco Baliani;
Cast: Marco Baliani, Marion D'Amburgo, Maria Maglietta, Elisa Cuppini, Alessandra Fazzino, Simone Martini, Guido Primicile Carafa, Savino Paparella, Giuseppe Sangiorgi, Caterina Simonelli;
“Salvare la pelle ad ogni costo”, è questo che conta, è l’unica cosa che rimane da fare dopo un guerra che lascia strascichi di miseria, povertà, imbruttimento, fame e morte… L’allestimento di Marco Baliani, narratore freddo e realista di una realtà tipica di ogni dopoguerra, è un quadro duro e spregiudicato che sconvolge e turba ma al contempo fa riflettere sull’oggi. Tratto dal discusso e nobile romanzo di Curzio Malaparte e ambientato al termine del secondo conflitto mondiale in una Napoli dissacrata, sventrata, resa cumulo di macerie, rovine, relitti e morti, lo spettacolo pone l’accento su quel che rimane, al di là dell’etica e della vergogna per resistere all’orrore implicito dopo una guerra, vendersi anima e corpo anzi, svendersi. Una messa in scena visionaria e cupa, fatta di pregevoli “tableaux vivants” che rievocano a tratti le opere del ciclo “Pitture nere” della quinta del sordo di Francisco Goya così pensati per porre l’attenzione su particolari scabrosi e dolorosi e per cui grande protagonista è la luce, una luce che taglia, mette in evidenza o nasconde le miserie dell’umanità superstite. Scopre e rivela senza troppo stupore uomini capaci di incanti e nefandezze, di sopportare lotte e dispiaceri, ma tutto per evitare le pene e i castighi della pelle, di una vita di altri sacrifici e miserie, capaci di vendere sé stessi e i propri figli, di prostituirsi di vendere sì il corpo, ma con esso soprattutto anche l’anima. Non ci sono né vincitori, né vinti, ma solo l’involucro di una pseudo-civiltà disastrata che bisogna tentare di recuperare ad ogni costo e a qualunque prezzo per poter sopravvivere all’orrore. Gli alleati sono ancora presenti, mescolati alla gente, è necessario accoglierli, salvare le apparenze, la forma, non resta altro che continuare a soffrire in silenzio, soffocando il dolore, danzando con la morte e con la vergogna per reagire alla fame che fagocita persino una bambina, anche se a Napoli queste cose non si fanno, a Napoli le creature sono sacre, ma adesso è diverso, questo non conta più, la pelle è più cara di tutto. Un affresco crudo per dieci attori che si alternano con monologhi e dialoghi, episodi distinti, frammenti di dolore, sguardi a tratti freddi, asettici, rassegnati di chi subisce e non ha scelta. Un delirio di corpi, oggetti, carni plastiche, cumuli di stracci, scarpe vecchie, luci ed ombre. Gli interpreti offrono la propria pelle, mettono a nudo i propri corpi in uno spettacolo faticoso, dai ritmi rapidi e precisi, mostrano quadri suggestivi che non danno adito a speranze con grande affiatamento di gruppo. Uno spettacolo che va digerito, metabolizzato, lasciato decantare pechè si riferisce ad ogni luogo, ad ogni guerra, crudeltà, ad ogni orrore, ad ogni macabra reazione alla miseria. Rappresenta lo spirito di sopravvivenza, certo della sola forma, ma ormai la sostanza è stata corrotta e disillusa, è irrecuperabile, è morta.
(Giusi Potenza)
Lo spettacolo resta in scena, al Teatro Valle di Roma, fino al 18 Gennaio 2009
Per informazioni: www.teatrovalle.it
12 / 01 / 2009
Pagine correlate recensioni
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Al teatro Valle di Roma Baliani mette in scena Malaparte '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Teatroespettacolo scrivere all'indirizzo email teatroespettacolo@email.it
Link e bibliografia
Link utili per approfondire il tema recensioni teatro
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|