Amori ed equivoci a corte, al Globe Theatre di Roma torna "Molto rumore per nulla"
di Giusi Potenza;
Come ogni anno l'esperienza di fare un salto nel tempo e nello spazio passando per il Globe Theatre costruito nel cuore di Villa Borghese, va ripetuta, e quale migliore occasione per rivedere uno degli splendidi capolavori del Bardo. La stagione 2010 del teatro elisabettiano gestito dal celebre Gigi Proietti, ripropone, dopo le due novità di luglio, "I due gentiluomini di Verona" e "La tempesta", che hanno visto protagonisti insieme ad altri, in cast molto numerosi come sempre in Shakespeare, Gianluca Guidi e Giampiero Ingrassia il primo e Giorgio Albertazzi il secondo, propone nelle successive date, tre spettacoli che hanno già riscosso il plauso popolare nelle precedenti edizioni. Ancora fino al 22 agosto in scena Molto rumore per nulla per la regia di Loredana Scaramella, che lo riprende dopo un allestimento già presentato nel 2006 e ne cura oltre alla regia anche la rivisitazione drammaturgica, tenendo per sé e per il suo co-autore Mauro Santopietro, i due ruoli protagonisti di Beatrice e Benedetto. Il testo scespiriano molto noto e rappresentato, è una classica commedia degli equivoci, ricco di dialoghi, gag e comicità, Shakespeare da una parte mostra come le emozioni possano manipolare le persone e dall'altra come sia poi difficile sfuggire alla verità, se dunque due innamorati possono essere accecati dal sospetto del tradimento, gli animi ribelli possono essere domati da promesse d’amore, è cioè un testo già completo e sufficiente alla lettura seppur sono state date dello stesso numerose elaborazioni sceniche. La Scaramella invece, mantenendo il senso della coralità e del gioco su tutto, propone una regia lineare e misurata, una messinscena classica e composta, rispettosa dei ruoli della commedia senza idee particolarmente originali o ricercate, fatta eccezione per poche trovate che risultano molto efficaci come l’utilizzo dei colori a contrasto, presenza del bianco/nero e qualche pastello fiabesco; oppure la cornice musicale della pizzica salentina, molto presente in tutte le scene, compreso l’intervallo durante il quale i musicisti (il trio William Kemp) rimangono instancabili a servizio del pubblico che se vuole può partecipare ballando o semplicemente portando il tempo con le mani, cosa che funziona se non si considera l’errore spaziale visto che Shakespeare ambienta le vicende sì nel sud Italia, ma a Messina in Sicilia e non in Puglia; ma anche infine, risulta riuscita la trovata delle corde che gli attori sono bravi ad utilizzare, per stendere i panni, per arrampicarsi o come altalena, annodandole e spostandole da un gancio all’altro. Nel complesso, l’allestimento che è pur piacevole, non brilla in nessuna delle sue componenti, i caratteristici botta e risposta pungenti dei protagonisti non sono abbastanza messi in rilievo, i loro atteggiamenti occulti del "chi disprezza compra" non abbastanza sottolineati, anche l’aspetto drammatico, quasi tragico, dell’inganno architettato per far saltare le nozze, è un po’ appannato, insomma viene curato soprattutto l’aspetto comico, giocoso e festoso, proprio laddove interviene a supporto la musica ed in particolare viene posto l’accento sulle performance della ronda e del commissario che sono tra gli interpreti più convincenti,Taiyo Yamanouchi, Federico Tolardo e Carlo Ragone che si servono anche di tormentoni e cantilene facilmente riconoscibili e divertenti. Gli attori in scena sono compatti, l'energia che circola è corale ma si muovono ordinatamente e senza strafare, suddividendosi i compiti nel rispetto canonico della commedia Shakespeariana, dove i personaggi principali eseguono rigidamente il loro compito mentre ai comprimari è richiesto di far ridere e piangere, innalzare il ritmo e mantenere la tensione nel più fedele e classico disegno dei ruoli drammaturgici.
Lo spettacolo resterà in scena al Globe Theatre di Roma fino al 22 Agosto 2010
portale di Federico Pontiero (TS)
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