Battesimo teatrale per la Muti con ''L’ebreo'' al Bellini di Napoli di Cristiano Esposito;
L'ebreo;
Testo di: Gianni Clementi;
Regia: Enrico Maria Lamanna;
Cast: Ornella Muti, Pino Quartullo, Emilio Bonucci;
Sbarca a Napoli "L’ebreo", testo di Gianni Clementi vincitore del premio Siae-Eti-Agis 2007, che vede protagonisti in scena Ornella Muti, Emilio Bonucci e Pino Quartullo con la regia di Enrico Maria Lamanna. Uno spettacolo che ci ricorda "il grado di aberrazione che un essere umano può raggiungere pur di non rinunciare ai suoi privilegi", come Clementi scrive nelle note di regia. La vicenda è ambientata nel 1956, l’anno della grande nevicata, e ci porta in una casa del ghetto di Roma, all’epoca pullulante di cafoni arricchiti grazie alla pratica dell’usura e alle proprietà acquisite dagli ebrei deportati. Le leggi sulla discriminazione razziale portarono diversi di loro a mettere al riparo i propri beni intestandoli a prestanome di razza ariana, proprio come Marcello Consalvi (Emilio Bonucci), uno dei fortunati beneficiari. Consalvi vive con la moglie Imaccolata (Ornella Muti) in uno di questi splendidi appartamenti, riscattando la precedente miseria con un’agiata vita borghese. Molti ebrei non tornano dai campi di sterminio, ma alcuni riescono a salvarsi: tra questi il Padrone di Consalvi, che dopo tredici anni si ripresenta per riprendere legittimamente possesso dei propri averi. I due coniugi metteranno a punto, insieme con l’idraulico Tito (Pino Quartullo), un piano per uccidere l’ebreo in modo da non dover rinunciare in tal modo alle ricchezze acquisite. Una storia senza poesia, capace di una freddezza accostabile alle terribili atrocità degli anni ’40 e al cinismo e la follia che probabilmente causarono in tanta gente normale. Il dialetto romano che domina la rappresentazione appare a tratti forzato, ma ciò non compromette fino in fondo il debutto teatrale della Muti, che riesce a muoversi con una certa disinvoltura sul palcoscenico. La sua Immacolata è un personaggio con pochi scrupoli, che elimina quelli residui di suo marito e di Tito. Rappresenta il nuovo che avanza senza troppo curarsi dei valori tradizionali. Lineare e senza sbavature Bonucci, sorprendente e pienamente calato nel ruolo Quartullo. Il tutto per uno spettacolo carico di attese ma che forse lascia un po’ troppo poco al pubblico al termine della rappresentazione. Certe riflessioni, certi sentimenti, stati d’animo e ossessioni potevano e dovevano forse essere scavate un po’ più in profondità.
Teatro Bellini, Napoli - 9 Febbraio 2010
Lo spettacolo resta in scena al teatro Bellini di Napoli fino al 14 febbraio 2010. Per info consultare il sito www.teatrobellini.it
10 / 02 / 2010
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