Caporali coraggiosi
Un teatro nel teatro in questa commedia dove affiorano i vezzi e i rituali degli artisti del palcoscenico.
Regia: Pino Ammendola
Cast: Pino Ammendola, Michele La Ginestra, Giorgio Gobbi, Andrea Manzalini, Alessandra Bellini
Il vero protagonista di questa commedia leggiadra dai toni schietti e macchiettistici è il gioco metateatrale.
La messa in scena ruota attorno ad uno spettacolo teatrale in cui, su progetto del suo autore “Peppino Secchiedda”,interpretato dallo stesso Ammendola, si vorrebbero condensare i tratti del romanzo d’appendice a quelli del teatro grottesco.
Un teatro nel teatro dove una Compagnia di attori vorrebbe mettere in scena un dramma a tinte forti, in cui due caporali, impegnati in una guerra senza gloria, vivono una gara di eroismo, pronti a sacrificare la propria vita a favore dell’altro.
In realtà i due attori che interpretano la parte dei due caporali amici per la pelle, si odiano a vicenda; uno è infatti il classico attore di vecchio stampo che crede nel valore culturale del proprio lavoro; l’altro è invece un giovane attore televisivo che vuole solo far ridere, e che non predilige assolutamente il teatro impegnato. Durante le prove, tra scontri e compromessi, ciascun personaggio rivelerà se stesso, in una sorta di scontro ideologico e generazionale.
Un contrasto apparentemente inconciliabile fra il teatro "televisivo" e quello di qualità, senza mai cadere nel tranello della facile critica o della presa di posizione a favore dell'uno o dell'altro. Uno sguardo molto divertito e divertente sui vizi, i vezzi, le manie ed i rituali dei professionisti del palcoscenico.Pino Ammendola, autore e regista dello spettacolo, accentra su di sé e su un bravissimo Michele La Ginestra tutti gli espedienti e i contenuti umoristici che fanno di un testo abbastanza semplice una dramma molto piacevole. La commedia, divisa in due atti, si riesce ad apprezzare maggiormente nella seconda parte, dove vengono esaltati i contrappunti umoristici e le simpatiche battute, offrendo agli attori la possibilità di esprimere al massimo le proprie capacità interpretative.
Il racconto si sviluppa coinvolgendo il pubblico in una sequenza di colpi di scena e di emozioni, mascherando così quell’uso forse eccessivo di una certa volgarità ripetutamente sfruttata, ed inutile nel contesto specifico.
18 settembre 2007
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