Come si rapina una banca Una storia brillante e avvincente magicamente interpretata.
Autore: Samy FayadRegia: Antonio Ferrante Interpreti: Peppe Barra,Patrizio Trampetti, Nicola Di Pinto, Antonella Cioli, Enzo Pierro, Giovanna Velotti e Francesco Pirozzi.
Scene: Bruno Garofalo
Costumi: Annalisa Giaccio
Il testo di Samy Fayad che ormai ha oltre venti anni, è stato messo in scena dall’incredibile creatività di Antonio Ferrante, conservandone l’immancabile vitalità.
L’azione si svolge nei primi anni ’60 in una Napoli invasa dal boom edilizio. Il benessere conseguente, non sembra toccare la famiglia del povero Agostino Capece che vive, emarginato insieme a figli e moglie, in una baracca.
Agostino è un inventore al servizio dei bisognosi, dei deboli. Le sue invenzioni sono messe a disposizioni dei più poveri, dei diseredati con un vantaggio minimo per l’inventore ma enorme per chi ne usufruisce. Ma ogni invenzione ha bisogno di soldi per il finanziamento, cosa che Agostino non può permettersi. Le sue intuizioni lo porteranno perciò ad entrare nottetempo in una banca con tutta la famiglia, per una improbabile rapina.
Domenico Rea scrive: “E’ un teatro all’inizio in pezzi, sconquassato, disordinato, scombinato, che alla fine si rivela un lavoro di incastro di una incredibile perfezione; come la vita che non spreca nulla.”
Samy Fayad ci offre una commedia con un meccanismo comico di rara efficacia. I suoi personaggi si esprimono con quel tipico dialetto napoletano “musicale”, che s’intona al nostro senso dell’udito.
Una bravura ed una maestria nel saper rappresentare l’arte teatrale è data dal grande Peppe Barra. Un attore che è stato considerato uno dei maggiori interpreti del teatro non solo napoletano, ma addirittura europeo. Emerge sul palcoscenico la sua versatilità, la sua magica espressione mimica, che adatta ad ogni tipo di testo. Il suo personaggio è reso agli occhi del pubblico, vero, puro, contemporaneo.
Da marcare anche le interpretazioni di Nicola Di Pinto e Antonella Cioli che riescono ad affiancare la comicità del grande Barra, rendendo la trama ancora più imprevedibile e intrigante.
Non meno coinvolgenti le scene e le musiche, il tutto a creare un connubio quasi perfetto che porta lo spettatore ad assistere ad una commedia notevolmente brillante e ancora al passo con i tempi.
18 settembre 2007
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