Contro la solitudine Antonio Rezza si moltiplica al Teatro Vascello di Roma 
Non si smentisce mai la scheggia impazzita Antonio Rezza e, stavolta ancor più del solito vaga tra il pubblico, lo coinvolge, lo trascina di peso sul palcoscenico anche grazie alle scene progettate da Flavia Mastrella che infatti per l’occasione crea un corridoio, una prosecuzione del palco verso la platea. Parliamo di FOTOFONISH spettacolo della “premiata ditta” Rezza/Matrella in scena al Teatro Vascello di Roma già dal 2 Dicembre e ancora fino al 31, serata durante la quale, tra l’altro, sarà possibile festeggiare il capodanno in teatro dopo aver assistito allo spettacolo, con un cenone tutti insieme, compagnia e pubblico. Il protagonista di Fotofinish è uno, pur coadiuvato da un altro attore muto, Armando Novara, che funge in realtà più che altro da assistente di palco, un uomo solo nel vero senso della parola, così tanto da pensare nella sua follia di improvvisarsi fotografo interpretando contemporaneamente anche il soggetto delle foto, per sentirsi meno solo. Ed è così che, in linea con la propria marca stilistica Rezza spazia di argomento in argomento, di personaggio in personaggio per toccare più punti, diversi temi, dalla sanità alla religione, dalla casa all’omosessualità, dalla politica all’acqua, dall’individualismo alla società e tanto altro, in una giostra ininterrotta di parole e movimenti, sempre con una punta di critica, ma senza polemiche né giudizi, piuttosto uno stimolo alla riflessione. Una messinscena pensata quasi come un film, con zummate in cui oggetti e dettagli diventano sempre più grandi e impressionanti o con l’uso di un fantomatico carrello, per cui il protagonista percorrendo il corridoio bianco fa scorrere oggetti e personaggi. La creazione dello spazio scenico della Mastrella, prevede grande utilizzo del colore bianco, probabilmente anche perché è il colore che più si addice alla pazzia, pazzia verso cui il nostro fotografo tende sempre di più, ma è fatto anche di vere e proprie sculture di stoffa mobili, che diventano sia strutture che costumi, cinque totem cui sono appesi improbabili biciclette, tutto candido, etereo, onirico. E il pubblico ride e molto, sempre, per cui l’intento di scuotere, turbare, stimolare divertendo è riuscito, il punto di vista dialettico tra oggetti, spazio, testo si riferisce comunque all’attualità coinvolgendo e includendo lo spettatore, il fotografo diventa ingegnere e progetta torri gemelle prêt à porter, navicelle spaziali, ospedali a domicilio, abitazioni improbabili mobili anch’esse, che ci ricordano l’incombente spada di Damocle del mutuo e poi ancora l’ingegnere diventa politico con tutta la famiglia al seguito, il politico diventa anche un cane e tanto altro… per poi nel lucido delirio ammettere a sé stesso e agli altri l’improbabilità di quanto appena ipotizzato, smentendolo. Si mette a nudo Rezza divertendosi ad interpretare prima una donna poi un uomo, rappresenta e gioca con la routine di un uomo incastrato fisicamente e mentalmente in abitudini errate ma condivise, tra lavori stressanti, medici, analisti, cura del corpo rappresentando l’insensatezza della società e l’alienazione di colui che ci si uniforma, per poi arrivare ad inscenare una battaglia, fatta di commilitoni arruolati tra il pubblico che devono recuperare altra gente da uccidere, tutti lì sul palco stesi e manipolati come degli oggetti. Il risultato, come al solito è che più aumentano le provocazioni, più gli spettatori vengono “crudelmente” derisi, più aumentano gli applausi e l’ilarità.
(Giusi Potenza)
Lo spettacolo sarà in scena fino al 31 Dicembre 2008 al Teatro Vascello, via G. Carini - Roma.
Il Teatro Vascello festeggia il Capodanno con il suo pubblico: dalle 22.30 CENA E BRINDISI di mezzanotte, a seguire ASTA AL BUIO e infine musica e balli fino all'alba con DJ & VJ SET
Per informazioni e prenotazione obbligatoria: 06 5881021-065898031 - promozione@teatrovascello.it
15 / 12 / 2008
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