COSMOPOLITAN BEAUTY: la bellezza come inno alla vita.

CORPOGRAFIE si è concluso con una sentita e calorosa partecipazione di pubblico lasciando nell'aria l'eco di suoni, movimenti, colori, con il desiderio di un prossimo spettacolo, mentre la mente ritorna all'idea di bellezza che ci ha proposto Davide Valrosso - ultimo ospite del Festival. COSMOPOLITAN BEAUTY è Il titolo della pièce, che conduce il pubblico in un viaggio concreto e materico sull'idea di ''bello'' che permea i nostri sensi. Un concetto profondo, ma al contempo ampio e variegato dove la danza ne dispiega il senso. Attraverso una ricchezza gestuale e dinamica che intreccia movimenti sensuosi, selvaggi ed eleganti, al contempo, Valrosso spazia in una pluralità di combinazioni inattese e seducenti, come la bellezza, del resto, cangiante ed infinita che non smette mai di stupire.

Maristella Mezzapesa del gruppo di DANSOMANIE ci propone la sua personale suggestione.

Una tessitura musicale finissima di temi e contenuti ci avvolge nella danza di Davide Valrosso che procede per sorprese magistralmente scandite. Perché proprio in questo modo sono costruite le vite umane. Sono costruite come una composizione musicale. L'uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi a iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone, come fa il compositore con i temi della sua sonata. [.....] L'uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento. [....] Si può a ragione rimproverare all'uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione di bellezza. ( Dal cap. l'anima e il corpo dell'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera).

Come incarnato e celato in un personaggio di Kundera si assiste ad un ''racconto'' attraverso il corpo in cui si narrano le vicende di un corpo bisognoso di bellezza che possa fungere da balsamo e cura, come forza vivificante che permetta di ri-esprimersi pienamente in una sorta di rinascita dell'uomo. Periodici lunghissimi giorni e lunghissime notti scandiscono il tempo del viaggio all'interno del racconto in cui il performer sembra entrare in scena come se fosse la prima volta, senza aver mai provato, come se fosse la vita stessa; E cosa c'è di più giusto di un avvenimento determinato da più casi fortuiti? Cosa c'è di più significativo e privilegiato? Soltanto il caso può apparire come un messaggio. Ciò che avviene per necessità, ciò che è atteso, che si ripete ogni giorno, tutto ciò è muto. Soltanto il caso ci parla. [.....] La nostra vita quotidiana è bombardata da coincidenze. Una coincidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente ,si incontrano.... La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata. In queste coincidenze si richiede la capacità di leggere tra le righe/pieghe del corpo la ricerca del bello, oltre l'estetica, motore e accompagnatore di vita. L'indagine del bello, condotta secondo la regola fondamentale di attenersi ad ascoltare la propria anima per esprimersi con movimenti del corpo che siano armonici con quelli della terra, si apre a ventaglio diramandosi a dismisura, alimentata da una duplice forza: centrifuga, che lo proietta verso l'esterno attratto dalla bellezza che brilla dal di fuori e centripeta, che lo spinge verso l'interno aspirato dalla verità che deve scoprire in se stesso. Tra le pagine di questa danza si legge l'emozione e l'intenzione di spostare le gabbie del corpo oltre quelle delle convenzioni e di avvicinarlo nella sua dolorosa fisiologia, fragile ma preziosa, occulta e vitale alla bellezza: qualità di ciò che appare o è ritenuto bello dai sensi e dall'anima. La connessione tra l'idea di ''bello'' e l'idea di ''buono'', suggerita dalla comune radice etimologica, non è un caso e rinvia ad una concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti che risuona quasi come una promessa di felicità. Cosmopolitan Beauty è un inno alla bellezza,è un pezzo diretto non a tutti ma a ciascuno che, infrangendo il confine tra danzatore e pubblico, richiede a quest'ultimo una reazione passionale nella sperimentazione di un corpo che rifletta bellezza, i cui grovigli inestricabili sfumano uno nell'altro.

Oltre gli schematismi, assistiamo ad un corpo in preda a deliri provocati dagli effetti della bellezza alimentati dal grido utopistico: LA BELLEZZA SALVERA' IL MONDO!

02 / 10 / 2017

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