DIE TOTE STADT (La città morta) in scena al Teatro La Fenice di Venezia 
Opera in tre atti
Musica di: Erich Wolfgang Korngold;
Libretto: Paul Schott;
Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi;
Direttore d'orchestra: Eliahu Inbal;
Personaggi e interpreti:
Paul - Stefan Vinke; Marietta - Solveig Kringelborn; Frank - Stephan Genz; Brigitta - Christa Mayer; Juliette - Eleonore Marguerre; Lucienne - Julia Oesch; Victorin - Shi Yijie; Conte Albert - Mathias Schulz;
La Stagione lirica 2009 del Teatro La Fenice si aprirà il 23 gennaio 2009 con la prima rappresentazione a Venezia dell’opera in tre atti Die tote Stadt (La città morta) op. 12 di Erich Wolfgang Korngold. Presentata in contemporanea ad Amburgo e Colonia il 4 dicembre 1920, l’opera fu composta su un libretto di Paul Schott (pseudonimo dello stesso Korngold in collaborazione col padre Julius) tratto dal romanzo Bruges-la-morte dello scrittore simbolista belga Georges Rodenbach. La vicenda si svolge a Bruges alla fine dell’800. In seguito alla morte dell’adorata moglie Marie, Paul trasforma una stanza della casa in un tempio a lei dedicato. Nella città decadente incontra una ballerina, Mariette, venuta in città per una rappresentazione teatrale, dai tratti estremamente somiglianti alla moglie defunta. Con Mariette Paul vive una notte d’amore ma anche un incubo, in cui la nuova arrivata profana i ricordi più preziosi della donna amata e irride i sentimenti del vedovo. Quando Mariette ritorna a casa di Paul per riprendersi l’ombrello e le rose che aveva dimenticato, Paul decide di non rivederla ma anche di lasciare Bruges, la città morta, e infine pare interrogarsi sull’utilità, per i vivi, di amare troppo i morti. Uno dei migliori orchestratori del suo tempo, Korngold seppe sfruttare le risorse di compagini orchestrali estremamente ampie, sul modello di Richard Strauss. La scrittura vocale offre grandi opportunità agli interpreti ed è accuratamente intessuta con il discorso orchestrale. Più che in temi ampi il materiale musicale, in stato di costante fermento, è organizzato in brevi, intensi motivi: aspetto unificante è l’intervallo di quarta (e il suo inverso, la quinta), la cui ricorrente presenza allude al passato e all’onnipresenza della città morta.
23-25-27-29-31 Gennaio 2009 - Teatro La Fenice, Campo San Fantin, 1965 - Venezia
Per informazioni: www.teatrolafenice.it
15 / 01 / 2009
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