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DIVINAMENTE ROMA - Festival Internazionale della Spiritualità


La città di Roma torna ad accogliere le note, le voci, i racconti di altre genti, di altre culture, per rintracciare un sentire comune, un’univoca vocazione alla comprensione, alla pace, mettendo al centro del discorso - non solo artistico - l’uomo, con le sue immutate domande, i suoi bisogni più alti, la sua spiritualità, oltre ogni singolo, differente credo.
Così dal 27 marzo al 5 aprile 2010, tra teatri, chiese, musei, siti storici della capitale si intrecciano le maglie di una rete di proposte di spettacolo eterogenee per stile e linguaggio (dalla musica tradizionale alla classica, dalla danza alla recitazione al canto rituale), che compongono il ricco cartellone della terza edizione di DIVINAMENTE ROMA festival internazionale della spiritualità, diretto da Pamela Villoresi (nella foto), promosso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, da Arcus, dall’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione del Comune di Roma, dall’Associazione ARMUSER e dall’Ente Teatrale Italiano, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero degli Affari Esteri e della Commissione Nazionale Italiana Unesco.
Dopo gli intensi incontri delle prime due edizioni, anche quest’anno dunque Divinamente Roma, vuole offrire al pubblico della capitale nuovi ed intensi momenti di confronto, di conoscenza, di riflessione, grazie all’arte di grandi maestri e giovani promesse della scena anche internazionale, ed individua come fil rouge di questa terza edizione del festival il Timor di Dio: «Il canto, la preghiera, il mito, il teatro, raccontano spesso dello smarrimento dell’uomo nei confronti di una forza inconoscibile e terrifica, di una volontà forte, immensa, che nel dispiegare il suo volere, non tiene in nessun conto l’essere umano – dichiara Pamela Villoresi –. Questo timore, questa dichiarata fragilità dell’uomo riempiono infinite pagine del rapporto tra l’uomo e Dio».

L’appuntamento inaugurale del festival avrà luogo negli spazi che custodiscono la storia di Roma, i Musei Capitolini, dove risuoneranno le note de Il cammino dell’anima, viaggio mistico-musicale in cui due straordinari musicisti di origine russa, il clarinettista Anton Dressler ed il pianista Uri Brener, ci guideranno in un percorso che si snoda attraverso la Rapsodia di Debussy, la bellezza esasperata della Meditazione di Massenet e il dolore del Kaddish di Ravel, ma che lascia spazio anche a composizioni originali e ad altri stili quali la musica contemporanea e popolare, l’improvvisazione e il jazz, la musica dei trovatori, ebraica e klezmer (sabato 27 marzo).
La suggestiva cornice dell’Acquario Romano, edificato nel 1887 nel quartiere Esquilino e recentemente ribattezzato come Casa dell’Architettura dopo un accurato restauro, sarà lo spazio di allestimento de L’Arca di Noè, melologo scritto da Michele di Martino, diretto e interpretato dalla madrina del festival Pamela Villoresi su musiche originali del maestro Luciano Vavolo, in cui poesia e musica si fondono nel ripercorrere la storia biblica dell’Arca di Noè, in una narrazione che si snoda attraverso i momenti legati alla sua creazione e alla sua esistenza: dalle voci di Noè, Naama e dei loro figli a quella di Dio e dei malvagi, dall’arrivo degli animali all’oscuramento del cielo, dalla tempesta al diluvio universale (domenica 28 marzo).
Nei Mercati di Traiano, complesso archeologico dalle caratteristiche uniche, sarà ospitata la messinscena di Francesca, la Santa degli emigranti, monologo drammatico di Enrico Groppali, diretto da Maurizio Panici e interpretato da Vanessa Gravina, che nasce dalla precisa volontà dell’autore di portare a conoscenza del grande pubblico la figura e l’opera eccezionale di Francesca Cabrini, religiosa lombarda che dal 1889, anno della sua trasferta a New York, fino alla sua scomparsa nel 1917, riuscì a creare dal nulla scuole, ospedali, convitti, orfanotrofi, coinvolgendo nel suo universale progetto di pace e fraterna collaborazione artisti, pensatori e politici di diversa fede. Lo spettacolo sarà proposto sia in lingua inglese che in italiano (lunedì 29 marzo).
Nella Chiesa di Santa Caterina dei Funari, risalente al XII secolo e mirabilmente affrescata da Livio Agresti, Annibale Carracci, Federico Zuccari, vibrerà la voce calda e avvolgente di Evelina Meghnagi, "sefardita" di Tripoli ma cresciuta in Italia, protagonista di Di voce in voce, viaggio tra le pieghe meno note dell’universo musicale ebraico, dai canti in judeo-espanol della fine del ‘400 a melodie del nord Africa e della tradizione italiana, in un intreccio prezioso di lingue e musica, melodie e ritmi, arcaicità e contemporaneità (martedì 30 marzo).
Gli spazi intimi dell’Aranciera del Semenzaio di San Sisto, rinomata per la sua preziosa collezione di azalee ed orchidee, accoglieranno le tradizioni e la cultura dell’India, interpretate magistralmente sulla scena dalla figura snella e incisiva di Shantala Shivalingappa, già protagonista dell’ultima allestimento di Pina Bausch Bamboo Blues e qui interprete di Bhavana, coreografia creata appositamente per il festival in cui la perfezione del Kuchipudi, la danza tradizionale indiana, si impreziosisce del canto e della chitarra di Ferran Savall, accompagnato per l’occasione anche dalla tabla di Prabhu Edouard e dalla chitarra spagnola di Mario Mas (mercoledì 31 marzo).
La stupefacente scenografia del Planetario diventa teatro di Stellarum Opifice, scritto da Valeria Moretti per la regia di Marco Carniti, spettacolo-omaggio alla figura di Suor Maria Celeste Galilei – interpretata da Federica Bern –, che nel segno di un ponte tra fede e ragione scandisce il delicato percorso d’amore tra Galileo Galilei e Virginia, figlia illegittima del grande scienziato fattasi suora al principio del 1600. La messinscena, liberamente ispirata alle lettere che la figlia scrisse a suo padre, sarà proposta sia in lingua inglese che in italiano (giovedì 1 aprile).
La Sala Petrassi dell’Auditorium – Parco della Musica segna invece l’importante ritorno a Divinamente Roma del coreografo belga di origine russa Micha van Hoecke, che con il suo storico Ensemble allestisce una rilettura insospettabile e notturna delle Baccanti di Euripide, arricchita dalle voci di Pamela Villoresi e Chiara Muti, che ne rielebora anche il testo. Quest’ultima creazione di Micha van Hoecke segna anche i vent'anni di una fertile e ininterrotta collaborazione con Ravenna Festival, in una messinscena che abbraccia e assorbe in sé canto, parola, musica, come sempre alla ricerca del senso più profondo dell'espressione artistica (venerdì 2 aprile).
Il Teatro Valle, sala della Capitale carica dei suoi quasi trecento anni di storia e cultura della scena, dopo la prima edizione con Antonella Ruggiero ospita la voce di un’altra grande interprete del nostro panorama musicale, la viscerale Teresa de Sio, protagonista di Amèn, percorso musicale inedito a partire da uno dei suoi ultimi album, Sacco e Fuoco, una sorta di preghiera laica in cui, invocando le divinità a "sporcarsi un po’ le mani" nelle vicende terrene, l’artista napoletana intona una sua personale invocazione che è incoraggiamento alla costruzione di un futuro migliore e, insieme, ringraziamento a chi, in attesa di un’eternità, cerca di costruire un "Paraviso" in terra (sabato 3 aprile).
La tradizione occidentale e la cultura musicale africana trvovano naturale accoglienza nella Basilica di Santa Maria in Trastevere, dove prima ascolteremo le inedite note di Passion, partitura per voce recitante e ensemble creata e diretta dal maestro Paolo Lepore con la Filarmonica Mediterranea, poi la celebrazione del rito liturgico, arricchito dai canti tradizionali congolesi tipici della Missa Luba, esempio di incontro fortunato tra la nostra tradizione e l’immenso e complesso patrimonio ritmico e vocale dell’Africa, qui proposta nell’originario arrangiamento del sacerdote belga Guido Haazen, che la creò nel 1960 con la collaborazione di un gruppo di ragazzi della tribù congolese Luba (domenica 4 aprile).
Sarà infine ancora L’Aranciera ad ospitare l’appuntamento di chiusura di questa terza edizione di Divinamente Roma con Sacred Sufi Music, intenso e rarefatto omaggio ai versi immortali di Rumi, poeta mistico medievale iraniano cui da tempo l’ensemble Ahura Project dedica particolare attenzione, nobilitandone attentamente i testi con le composizioni originali del noto musicista Mohammad Eghbal, per l’occasione anche lettore delle poesie di Rumi nell’originale lingua persiana, che ne restituisce intatto l’enorme valore fonetico (lunedì 5 aprile).
Per il secondo anno consecutivo il festival trasferisce il suo fortunato format oltreoceano, dando vita a Divinamente New York – International Art Festival on Spirituality (dal 22 al 26 aprile 2010) che, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York, ospiterà una selezione degli spettacoli e degli artisti presentati a Roma, dall’emblematico Francesca, la Santa degli emigranti a Stellarum Opifice, da Il cammino dell’anima del duo Dressler-Brener alle voci di Teresa de Sio ed Evelina Meghnagi.

Per informazioni: 06/44013292 - www.enteteatrale.itwww.divinamente.info


18 / 03 / 2010



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