DON CHISCIOTTE in scena al Teatro Politeama Rossetti di Trieste
Testo di: Miguel de Cervantes;
Regia: Franco Branciaroli;
Cast: Franco Branciaroli;
Entrambi i percorsi che lo Stabile regionale riserva alla prosa – quello della grande Prosa al Politeama Rossetti e quello degli altripercorsi alla Sala Bartoli – aprono quest’anno con un omaggio alla figura dell’attore. Il grande attore, l’attore mattatore, l’attore tiranno, il sensibile interprete che si fa strumento dell’autore o del regista.. non importa: l’attore. Quell’elemento fondante senza cui è impossibile fare davvero teatro. Quell’artista che prestando il proprio corpo e la propria voce alle parole del drammaturgo, alle intenzioni del regista rende possibile il meraviglioso, eterno sortilegio della messinscena. Ecco quindi che se il palcoscenico maggiore dello Stabile inaugura con un ricercato titolo internazionale, proposto da una star dei palcoscenici londinesi, quello raccolto, prezioso della Sala Bartoli affida l’apertura ad una delle maggiori personalità del teatro italiano: Franco Branciaroli, che nel suo Don Chisciotte fa omaggio a modo proprio alle due irraggingibili figure di Vittorio Gassman e Carmelo Bene..
«Don Chisciotte è un enorme trattato sull'imitazione: così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena». Con questa premessa Branciaroli, dopo l’originale edizione di Finale di partita in cui parlava con la voce dell’ispettore Clouseau, affronta il testo di Miguel de Cervantes. L’attore vi interpreta sia Don Chisciotte che Sancho Pancha, cui dà, imitandole, le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorre alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco spagnolo. Ecco dunque che le "maschere verbali" di questi due irraggiungibli protagonisti della scena teatrale italiana, danno anche occasione di ritrovare atmosfere di un teatro che non c’è più e che lo stesso Branciaroli, che con Bene ha recitato agli esordi, ha solo sfiorato: «Erano due avversari irriducibili - ricorda - ma anche, al fondo, due artisti che si stimavano. E questa è una cosa che mi commuove». Divertimento con un po’ di nostalgia è infatti la temperatura emotiva dello spettacolo. Il finale? Non è una vera fine: nel tempo eterno i due mattatori, e idealmente Branciaroli con loro, possono variare e reinventare all’infinito la rappresentazione.
Dal 9 al 17 Ottobre 2010 - Teatro Politeama Rossetti - Sala Bartoli, Viale XX Settembre, 45 - Trieste
portale di Federico Pontiero (TS)
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