DON GIOVANNI E IL SUO SERVO PULCINELLA in scena al Teatro di Rifredi di Firenze Testo di: Angelo Savelli;
Regia: Angelo Savelli;
Cast: Suat Karausta, Tolga Tekìn, Zeynep Yasa, Ebru Uysal, Serap Engin, Tolga Tecer, Murat Ozgen;
A distanza di trent’anni dal suo grande successo internazionale in dodici nazioni, ritorna a Firenze lo spettacolo cult di Pupi e Fresedde in una nuova versione realizzata dal più prestigioso teatro della Turchia. La storia universale del celebre seduttore rivive attraverso la divertente versione partenopea di Angelo Savelli e le straordinarie musiche di Nicola Piovani eseguite dal vivo da otto musicisti e da un cast di eccellenti attori/cantanti. Un trascinante incontro di culture. Questo "Don Giovanni e il suo servo Pulcinella" non è soltanto la storia di Don Giovanni, ma anche la storia della storia di Don Giovanni; non si limita a seguire le tragicomiche avventure sentimentali dell'impenitente "burlatore di Siviglia" fino all'ineluttabile castigo finale, ma ne segue anche la folgorante cavalcata attraverso quattro secoli di storia del teatro. Infatti, il testo – scritto e diretto dall’autore/regista Angelo Savelli, che vanta trent’anni d’esperienza internazionale ed ha varie volte lavorato sui palcoscenici turchi – è una nuova creazione autonoma che rielabora molto liberamente una dozzina di edizioni di "Don Giovanni" seguendo e sviluppando la sua figura da maschera della commedia dell'arte a personaggio dell'Opera Buffa barocca, da libertino illuminista ad eroe romantico. Per questo, metà dello spettacolo si svolge davanti ad un sipario rosso, una sorta di "teatro nel teatro" che sottolinea l’estrema natura teatrale del carattere di Don Giovanni. L’altro punto di partenza della creazione è la collocazione di Don Giovanni all’interno dell’universo antropologico. Infatti questa storia fa parte del repertorio delle rappresentazioni rituali della cultura popolare mediterranea e, fino a pochi anni fa, era antica tradizione, in molti villaggi della Spagna, rappresentare la storia di Don Giovanni nel giorno dei Morti. Per questa ragione l’altra metà dello spettacolo si svolge in un cimitero durante il rito della cena simbolica dei parenti con i loro defunti. La morte mangia l’uomo. E anche Don Giovanni sarà divorato prima dalla sua frenesia amorosa di cui è schiavo, e poi dalla morte stessa, dalla quale egli è ambiguamente attratto. È fuor di dubbio che, affinché vi sia un Don Giovanni, occorre che si manifestino necessariamente questi suoi due caratteri specifici: il seduttore di donne e lo spregiatore dell'aldilà; isolando uno dei due temi si può ottenere o un patetico Casanova o un ribelle blasfemo, ma non il nostro personaggio. Don Giovanni si situa nel centro di equilibrio di questi due caratteri, stabilendo un rapporto sotterraneo tra lo spostamento della femminilità operato dal seduttore e l'apparizione punitiva del morto, questo suo doppio pietrificato. Ma soprattutto il "Don Giovanni" di Angelo Savelli è una commedia: una "farsa tragica". L’aspetta farsesco, la demistificazione del comico, è un aspetto intimamente connesso a questa storia fin dalle sue origini, e qui ben rappresentato dal ruolo del servo Pulcinella. Partendo dalla trascinante comicità del servo napoletano, questa produzione si configura prima di tutto come una farsa, una tradizionale, tipica farsa popolare italiana, con le sua caratteristiche danze folkloriche e le sue maschere comiche. E siccome niente ha mai espresso meglio della musica l’anima di Don Giovanni, questa è una "farsa tragica in musica": la bellissima musica di Nicola Piovani, raffinata e popolare, divertente e malinconica, emozionante e travolgente. Nicola Piovani ha scritto le colonne sonore dei film di importanti registi italiani come Federico Fellini e Nanni Moretti e ha ricevuto il premio Oscar nel 1999 per la musica de "La vita è bella" di Roberto benigni. In questo spettacolo la musica non è un semplice accompagnamento ma una parte fondamentale della sua drammaturgia che ha contribuito in maniera determinante al grande successo internazionale di questa piece. Lo spettacolo, che gode di uno specifico finanziamento della Comunità Europea, finalizzato ad incentivare i progetti di scambio culturale tra l’Europa e la Turchia, nasce dalla collaborazione tra il più importante ente teatrale turco, la Direzione Generale dei Teatri di Stato, l’ambasciata d‘Italia in Turchia e l’ Istituto Italiano di Cultura di Ankara ed è stato concretamente realizzato dal Teatro di Stato di Ankara e la compagnia Pupi e Fresedde – Teatro di Rifredi di Firenze, a cui si sono affiancati il Triumviratus Art Group di Sofia per le scene, il Teatr Nowy di Varsavia per le luci e inoltre la Mpm-International di Parigi per la realizzazione di un workshop collaterale sul teatro popolare turco ed europeo.
25-26 Settembre 2009 - Teatro di Rifredi, via Vittorio Emanuele II, 303 - Firenze
Per informazioni: www.toscanateatro.it
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