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Elettra. Biografia di una persona comune.


Quando il teatro trasforma il “viale del tramonto” in una nuova alba;

di Maria Lucia Tangorra;

«Dovrebbe tanta gente ricordare che nella vita occorre un po' di cuore».
Nicola Russo – regista, drammaturgo e interprete con Sara Borsarelli di “Elettra. Biografia di una persona comune” - svela il cuore rilanciandoci quel monito accorato di Elettra Romani.Elettra. Un nome segnato in sé dal tragico destino che si diverte a scherzare con le luci della ribalta e gli spalti della vita. Elettra. Persona comune che nell'immaginario stereotipato potrebbe rientrare (per qualcuno) nel teatro di “serie B”.
La delicatezza dello sguardo registico e l'immedesimazione attoriale-vitale fan cadere quella che è una mera classificazione perché con “Elettra. Biografia di una persona comune” siamo di fronte a tanto teatro semplice, quel teatro che sa ricordare allo spettatore che nella vita occorre cuore.Inutile negare come per via di uno schema tramandatoci, il cosiddetto avanspettacolo non sia stato considerato “teatro”, come se dietro quei numeri che precedevano le proiezioni al cinematografo non ci fosse una preparazione o, ancor più, non ci fossero dei professionisti (tanto più persone), ma solo “oche”.
Grazie a “Elettra. Biografia di una persona comune” ci si trova a navigare in una vita che supera la finzione – scenica e immaginativa – attraversando anche le fasi di nascita, gloria e decadenza dell'avanspettacolo fino a ricollocarlo nella giusta – e doverosa – posizione.
«L'avanspettacolo rappresentò l'unica forma d'arte effettivamente organica alla classe sociale entro la quale era nato e a cui era principalmente rivolta: quella composta dagli operai, dagli artigiani e i piccoli commercianti» (da il dizionario dello spettacolo).
Russo sceglie di narrarci la biografia di una persona comune conservando lo stesso sguardo elegante e incantato di quando anni prima spiava le prove del Duo Tomas (costituito da Elettra Romani e suo marito, Alfonso Tomas). Nella Sala Bausch dell'Elfo si viaggia per un a spasso nel tempo della nostra Storia scoprendo gli usi e costumi di quegli anni (nello specifico gli Anni '50-'70) e lo si fa scandagliando la storia personale di Elettra. Lei che con occhi umidi guarda da un loop i depositari dei suoi ricordi indelebili; frames di una vita che si materializzano in un uomo e una donna in grado di farsi ora unico corpo ora canto-controcanto della battaglia interiore consumatasi nei suoi momenti cruciali.
Riconoscendo a questa messa in scena un tatto ed una leggerezza di cuore speciali, non possiamo non pensare che Elettra avesse presentito tutto questo negli incontri-interviste tanto da decidere che «i fantasmi uscissero dall'armadio» per mezzo della scatola teatrale. La soubrettina resa cattiva dal mondo emerge dai bagliori abbaglianti di lustrini e pailletes in tutta la sua umana solitudine di ragazza costretta a crescere troppo in fretta. Una nascita – la sua – che porta dietro di sé una morte – quella della madre, una nuova vita – quella della figlia Nadia - «nn da parte di padre e madre».
C'è del tragico nella vita di Elettra, ma quello che colpisce – e questo non è comune – è la dignità della protagonista nell'affrontarlo e il rispetto degli artisti nel farlo proprio raccontandolo senza mai cadere nel pietismo. Russo e Borsarelli salgono su punte drammatiche per poi stemperare con numeri da cabaret (cantati a cappella), penetrano con ironia nelle contraddizioni delle leggi dello spettacolo e della vita ed alla fine, in una scena spoglia del luccichio, appare Elettra. Luccica il suo abito, ma soprattutto brillano i suoi occhi di vera commozione; con voce tremante comincia a cantare «bella tardona-ona-ona dove vai? Non soffrir, c’è qualcuno ancor che ti può capir». Quando si suonano le giuste note, il pubblico sa ascoltare e “Elettra. Biografia di una persona comune” si rivela una perla in un teatro povero di orpelli, ma mosso dall'urgenza del cuore di lasciare una traccia.

Teatro Elfo Puccini, Milano - 29 Novembre 2011

Elettra. Biografia di una persona comune
Testo: Nicola Russo tratto dalle parole di Elettra Romani
Regia: Nicola Russo
Cast: Sara Borsarelli, Nicola Russo

Lo spettacolo prosegue la tournèe a:
- Monza: Teatro Binario7, 11-12 febbraio 2012

18 / 01 / 2012



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