Elfo Puccini: approdo di talento e coraggio da un sogno di gioventù
di Maria Lucia Tangorra;
Ha aperto, sabato 6 marzo 2010, le porte dello scrigno magico il Teatro Elfo Puccini – Teatro d'arte contemporanea, C.so Buenos Aires, 33 a Milano.
Evento storico-socio culturale presentato in conferenza stampa mercoledì tra gli odori di vernice fresca, l'incessante lavoro dei trapani e la visibile emozione dei presenti (le cariche istituzionali, il direttore organizzativo di Teatridithalia Fiorenzo Grassi, i direttori artistici F. Bruni ed E. De Capitani, le personalità del mondo della cultura e i giornalisti)
Riaprire un teatro, ancor più a distanza di ventiquattro anni dall'interruzione dell'attività, è una grande vittoria. Una conquista fatta sul campo da uomini appassionati, donatisi all'arte: i componenti della compagnia dell'Elfo, i quali hanno creduto nel riabilitare e recuperare un luogo storico di Milano, pur avendolo visitato ai tempi in cui era sovrastato dalla polvere ed era dimora per gatti randagi. Ora, grazie alla loro lotta, coadiuvati dal sostegno del Comune di Milano in primis, della Fondazione Cariplo, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Elfo Puccini può tornare ad essere la casa degli artisti e delle persone amanti del bello non meramente estetico, ma come ricerca e conoscenza. Il nuovo teatro restituito alla città di Milano è «il compimento dell'operazione di fusione tra il Teatro di Porta Romana e quello dell'Elfo» - asserisce F. Grassi. Finalmente una compagnia che ha segnato il panorama teatrale milanese, mutando anche il teatro italiano, conclude la fase di transizione e viene ripagata nel legare il suo microcosmo ad un luogo collettivo. Dopo essere stato palazzo dei divertimenti (nel 1902 si chiamava Luna Palace ndr), sala per opere liriche, operette e riviste (nel 1920 assunse il nome di Politeama Milanese ndr), è approdato il 30 ottobre del 1930 alla "nomina" di Teatro Puccini, passando anche per la fase di schermo cinematografico.
Lo slogan cita "il teatro ha molte facce", così dopo cinque anni di lavori («472.000 ore di lavoro» dichiara il sindaco Moratti) ed un secolo in cui si è mascherato di tanti volti, il Teatro Puccini contemporaneo si veste dell'identità sperimentale ed in divenire dell'Elfo.
Straordinario il lavoro di restauro, capace di preservare anche i segni del passato come la torre scenica di 21,90 m e le formelle ed i bassorilievi in fondo al foyer originale (nella struttura attuale è occupato dalla sala più ampia ndr), ma anche in grado di dar forma alla prima multisala teatrale nazionale.
Tre sale compongono, infatti, l'abitazione: la sala Shakespeare di 500 posti – riservata alla prosa più ricettiva, la sala Fassbinder tra i 300 e i 200 posti e la sala Bausch di 100 posti per l'offerta più "avanguardistica". De Capitani-Bruni svelano la chiave con cui hanno appellato le sale: il loro assunto teorico «teatro come luogo d'incontro» per cui la sala più ampia dedicata al più grande tra i tre, contemporaneo proprio perché assembla nelle sue opere poesia, letteratura, filosofia e teatro. «Bausch perché ha inventato il genere del teatro-danza» e Fassbinder in quanto ha sposato il cinema con il teatro. Tre grandi maestri assunti come lucciole-guida nel percorso in salita di ventenni che agli inizi degli anni Settanta sentirono di poter cambiare il teatro, creando un proprio repertorio ed una personale compagnia.
Commuove vedere come oggi, quei ragazzi cresciuti non abbiano spento il fuoco che li ha mossi allora e nella sfida pluriennale. Il nuovo teatro è sì un risultato, ma un punto di partenza per preservare e coltivare ciò che di puro esiste e resiste tra tutta questa confusione.
Con l'augurio di crescere interrogandoci, divertendoci ed emozionandoci con l'offerta che il Teatro Elfo Puccini regalerà al suo pubblico, non possiamo che abbracciare e vivere questa rinnovata realtà artistica - luce eterea nel corso milanese devoto allo shopping.
portale di Federico Pontiero (TS)
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