ELLY debutta al Teatro Belli di Roma Elly;
Testo di: Alessandro Fea;
Regia: Andrea Baracco;
Cast: Paola Sebastiani, Arianna Gaudio, Andrea Trapani, Roberto Manzi;
Recensione di Giusi Potenza
Prima assoluta per il nuovo spettacolo dell’autore Alessandro Fea, ieri sera al Teatro Belli a Roma. Una bella prova, a conferma ulteriore delle capacità drammaturgiche di Fea, "Elly" è un testo molto intenso e intimistico, che tocca temi tanto semplici e quotidiani, quanto profondi e radicati. Lo spettacolo è presentato come se fosse una storia al femminile, con una protagonista assoluta cui accadono delle cose, invece non è proprio così, "Elly" è uno studio, è un’analisi, l’analisi di un rapporto di coppia che vive un periodo di crisi, dovendo affrontare degli eventi provenienti dall’esterno rispetto al nucleo in sé. È un po’ come se la vita di una coppia fosse messa alla mercè dei nostri sguardi, spettatori di ciò che accade, vediamo come e quanto agenti più o meno usuali possano minarne la stabilità, osserviamo al microscopio le reazioni, i dubbi, le indecisioni, le scelte, le difficoltà nel lasciarsi andare, nel parlarsi e nell’ascoltarsi. Non ci vengono date risposte, il finale è aperto, non sapremo mai quali saranno le decisioni finali, ciò avrebbe voluto significare che una è positiva rispetto all’altra, ma non è questo che conta qui; quello che emerge sono i rapporti che siano sentimentali, familiari o professionali, tra marito e moglie, tra colleghi, tra genitori e figli. Molto ricercato l’allestimento scenico, semplice e raffinato, come dense di significato risultano molte scelte registiche. Sono ben costruiti i quadri che evidenziano i rapporti, prima a due, alternativamente delle coppie di personaggi, poi anche i triangoli, ovvero la presenza dell’ostacolo che mina la serenità del rapporto. Efficace anche il ghiaccio di cui la scena è colma, bicchieri pieni di cubetti di ghiaccio a metafora di caratteri e personalità più o meno fredde rispetto ai sentimenti, non a caso l’arrivista e tentatore Renato è quello che ne possiede sempre e che cede, inculca freddezza, gelo, distacco, impassibilità e autocontrollo dai sentimenti, sangue freddo ed egoismo. Guido, il marito, si riempie e si vuota, è indeciso, non sa che fare, nel momento in cui è carico di ghiaccio si allontana da sua moglie, e viceversa. La mamma/zia, non ne avrà mai, ogni suo consiglio, ogni sua scelta sarà dettata dal cuore. Elly, si carica di freddezza e si mostra algida e distaccata, solo quando ricorda e racconta del suo padre/mostro. I personaggi sono ricchi di vicende personali diverse, che hanno dovuto affrontare ma che forse non sono mai riusciti a superare davvero. Anche le scelte musicali sono convincenti e centrate, non fanno semplicemente da sottofondo, ma sostengono, accompagnano il testo, sottolinenandone alcuni aspetti con gravità e profondità. Insomma una buona regia quella di Baracco per un buon testo, peccato però per gli interpreti, un po’ sottotono, avranno certamente pagato l’emozione della prima, ma non sono stati intensi ed emozionanti come avrebbero potuto essere trattando una materia come quella che avevano a disposizione.
Teatro Belli, Roma - 17 Settembre 2009
Lo spettacolo resta in scena, al Teatro Belli di Roma, fino al 27 Settembre 2009
Per informazioni: www.teatrobelli.it
22 / 09 / 2009
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