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Erri De Luca e il suo racconto di Natale all'Auditorium: PROVANDO IN NOME DELLA MADRE


Testo di: Erri De Luca e Simone Gandolfo;

Regia: Simone Gandolfo;

Cast: Erri De Luca, Simone Gandolfo, Sara Cianfriglia;

Uno spettacolo non spettacolo ieri sera all’Auditorium di Roma, dall’ultimo libro di Erri De Luca, una lettura/messinscena alla presenza dell’autore. “Provando in nome della madre”, una situazione intima all’interno di un teatro nel quale una mini compagnia si accinge a provare un testo, il testo è In nome della madre e per l’occasione viene invitato anche l’autore che assiste, partecipa, chiarisce e dà consigli. E in effetti sono una delle cose migliori dello spettacolo, gli interventi di Erri De Luca, lui rivela molte delle suggestioni che lo hanno spinto a scrivere una storia sull’Annunciazione e la Natività, ci riporta alcune curiosità, alcune notizie poco diffuse.
Si comincia con un brindisi “alla vita” in ebraico, perché questa è una storia sulla vita, una gravidanza vissuta e raccontata da una ragazzina della Galilea, inaspettata e pericolosa sotto molti punti di vista, ma vissuta con estrema serenità e fede. Ma è anche e soprattutto una storia d’amore, un grande amore basato su una grande fiducia e forza. Potrebbe sembrare una storia al femminile, poiché la protagonista Miriàm/Maria donna e mamma racconta in prima persona della gravidanza, di quello che vive, che sente, del suo umore e del suo amore profondo, parla al suo bambino e al mondo, non si cura delle maldicenze, è forte e non ha paura di essere accusata d’adulterio. Ma in realtà, il vero eroe di tutta questa storia è Joseph, figura in un certo senso marginale, poco più che “una comparsa” lo definisce De Luca, ma è colui che fa sì che tutto accada, è Joseph che accetta di credere ad una promessa sposa incinta di qualcun altro, non la tocca mai, la rispetta, non la viola, si mette contro tutto e tutti per salvare lei e il suo bambino, cerca di capire, di razionalizzare una situazione che si presenta tutt’altro che ragionevole. Crescerà quel bambino non suo, Ieshu “Salvato”, gli darà il suo nome e la sua discendenza, gli insegnerà il mestiere con tutto l’amore di cui è capace e crederà sempre, senza dubbio alla sua sposa, “mai ci sarà ombra di sospetto sulla sua fronte”.
Non ci si chiede spesso cosa sia accaduto in quei nove mesi, le sacre scritture non ne parlano, ma deve essere stato più che difficile per quei due ragazzi sfidare il mondo, a pericolo della lapidazione, perché all’epoca l’adulterio, e questo essere gravida prima del matrimonio e non del proprio promesso sposo può essere a tutti gli effetti considerato tale, in una regione conquistata dall’Impero romano, era punito proprio con la lapidazione. Ma Joseph crede a Miriàm, non ha bisogno di altro che del suo racconto per crederle e proteggerla.
Una grande regia sicuramente, molte belle trovate, cura dei dettagli e un bel modo di condire il tutto inserendo l’autore, purtroppo un po’ troppo forzata o sforzata l’interpretazione, nonostante alcuni bei suggerimenti, poco emozionante . Apprezzabili anche i cambi scena a vista e gli intermezzi musicali, seppur forse un pochino marginali. Ma naturalmente grande merito al testo e al suo autore, Erri De Luca napoletano, esce di casa a soli diciotto anni per vivere in prima persona la stagione del '68 entrando nel gruppo extraparlamentare Lotta Continua, poi senza arte né parte, ormai trentenne si cimenta in diversi mestieri manuali e nel frattempo studia da autodidatta l'ebraico antico e traduce alcuni libri della Bibbia, da qui la sua attenzione nel mantenere i nomi ebraici originali con i loro significati e le rivelazioni su alcune abitudini viziate e riportate nel tempo in modo inesatto o parziale.
Racconta la storia di Maria rendendola più umana e reale, la avvicina, la fa tornare una ragazza semplice dalla femminilità coraggiosa mentre affronta un destino complicato che la comprende e la supera, una ragazza che gioisce e soffre, non è ancora in attesa, il seme è appena stato posato nel suo grembo e sa già che dovrà rinunciare a quel bambino che la rende così felice e piena, un giorno dovrà consegnarlo,è un inno al coraggio che proviene dalla purezza, dalla certezza di rappresentare la Verità. E poi l'inaspettata capacità di De Luca di mettersi nei panni di una donna incinta, l'autore ci descrive gli stati d'animo e i cambiamenti fisici che toccano ogni donna in attesa, anche quelle che, come Miriàm, portano in grembo un bimbo molto speciale: il baricentro che cambia, la pancia che s'ingrossa, il bimbo che scalcia e fa le capriole, Miriàm che parla con dolcezza a suo figlio, descrivendo il mondo al nascituro con gli occhi e le parole di una ragazza semplice ma dal destino grande. Come molte donne, Miriàm vorrebbe che la gravidanza non finisse mai, con il suo dolce peso nel grembo, si sente invincibile.

(Giusi Potenza)

Lo spettacolo si è svolto il 10 e 11 Dicembre 2008 presso l'Auditorium di Roma.

12 / 12 / 2008



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