Galileo secondo Marco Paolini al Teatro della Corte di Genova
Lo spettacolo che Marco Paolini e Francesco Niccolini hanno dedicato alla figura di Galileo parte dalla considerazione che essere geniali, in circostanze difficili, può essere un problema. Per gli altri soprattutto. Il padre della scienza moderna, Galileo Galilei, appare agli occhi dei contemporanei come una mente che rimane aperta al dubbio fino alla fine, fino alla vecchiaia.
Quando si parla di Galileo si pensa sempre a un anziano venerando: sarà una questione di iconografia, ma forse è anche perché si capisce che lo scienziato non si mette mai in pensione con la testa. Anzi, le scoperte più importanti le raggiunge dopo i sessant’anni. Galileo vive quattrocento anni prima di noi, in un’epoca governata da certezze e rigidità di pensiero, ma alcuni elementi tornano oggi a riaprire il confronto con quel passato. Forse la ragione ha perso appeal? La scienza ha deluso? Una morale laica non esiste? ITIS Galileo non approfondisce la tradizionale dialettica fede-ragione, che ha segnato la storia dello scienziato e del Seicento, ma piuttosto indaga sulla discussione a tre fra fede, ragione e superstizione. In fin dei conti, dice Paolini, anche noi oggi «viviamo in un tempo in cui la magia è tornata a governare il futuro. E non cessa di stupirmi che, 400 anni dopo la consacrazione dell’universo copernicano, tutti i giorni molti tra noi consultino le previsioni dell’oroscopo che utilizzano le stelle fisse di Tolomeo».
Dal 7 al 12 Febbraio 2012 - Teatro della Corte, piazza Borgo Pila, 42 - Genova
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