GLEIJESES REINTERPRETA EDUARDO AL BELLINI DI NAPOLI 
"Ditegli sempre di si"
Testo di: Eduardo De Filippo;
Regia: Geppy Gleijeses;
Cast: Geppy Gleijeses, Gennaro Cannavacciuolo, Lorenzo Gleijeses, Gigi De Luca;
Recensione di Cristiano Esposito;
Attingere dal repertorio dell’immenso Eduardo innovando e interpretando in qualche maniera i suoi capolavori. E’ quello che Geppy Gleijeses ha fatto già con “Io, l’erede” ed ora prova a ripetere con “Ditegli sempre di sì”. Ma probabilmente, quando una così nota commedia napoletana va in scena a Napoli, occorre stupire in qualche modo il pubblico o farlo sganasciare dalle risate. Gleijeses prova a fare un po’ l’una un po’ l’altra cosa, con qualche trovata brillante (il finale a sensazione con Luigi Strada appeso a testa in giù) e qualche personaggio perfettamente caratterizzato (il bravo Gennaro Cannavacciuolo nei panni della sorella del protagonista). Michele Murri è un pazzo vero e le sue vicende sono al contempo dolorose ed esilaranti. Rifiuta il simbolico, la metafora, l’allegoria: per lui le parole devono corrispondere necessariamente ad un dato reale, a situazioni esistenti. Prende alla lettera ogni parola che gli viene detta, in una sorte di ossessione di letteralità linguistica. Come disse una volta Eduardo, si ride della sua tragedia che diventa farsa, ambientata e scritta nel 1927, epoca di una dittatura fascista che rifiutava ed emarginava il diverso, il pazzo. Anche la stravaganza era vista come un pericolo, e investe l’alter ego del protagonista, Luigi Strada, personaggio ambiguo che incastra la sua recitazione finta nella pazzia vera di Michele Murri. Quest’ultimo si rispecchia completamente in Strada, lo ritiene pazzo e cerca di tagliargli la testa, origine di ogni male. La sorella di Michele è al limite della normalità, maniaca dell’ordine; la riuscita interpretazione di Gennaro Cannavacciuolo la rende ancor più una creatura asessuata. Le innovazioni di Gleijeses coinvolgono ampiamente una scenografia suggestiva (ad opera di Paolo Calafiore), che veste l’abitazione di Michele Murri solo di infissi e stipiti, quasi a non darle confini precisi. Fuori dalla finestra, dove Michele vede “un mondo a capa sotto” si vede realmente un panorama rovesciato, in cui le case sono poste in alto e il cielo in basso, col sole che si sposta salendo fino a tramontare al termine del primo atto. Il secondo atto sarà dominato da 150 girasoli di enormi dimensioni che contribuiranno a dare alla messa in scena un qualcosa di surreale e grottesco. Il Michele Murri di Gleijeses è più vistoso e caricaturale di quello di Eduardo ma non sempre ciò sortisce un riuscito effetto comico. Resta il merito di aver dato vita ad una rappresentazione godibile, moderna, viva e suggestiva. Di aver fuggito la convenzione, interpretando Eduardo senza scimmiottarlo.
Napoli, teatro Bellini – 4 marzo 2009
Lo spettacolo resta in scena al teatro Bellini di Napoli fino al 15 marzo. Per informazioni consultare il sito www.teatrobellini.it
05 / 03 / 2009
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