Ritengo che Libertà Democrazia e Pace siano dei beni il cui possesso non è mai definitivo. Ritengo che l’attitudine dell’essere umano a dimenticare ciò che non lo riguarda direttamente sia la sua grande fortuna e la sua grande disgrazia. Norèn in "Guerra" ci parla della pace che segue la guerra.
Tutto è per aria Tutto è già successo, nel senso che la guerra è finita. Almeno quella con le armi.
Adesso si attende Godot. La storia inizia in modo molto piano: una giornata qualsiasi di una famiglia sopravvissuta ad una guerra civile (Bosnia? Kossovo? Cecenia?) che cerca di capire da dove e come ricominciare. Madre e due ragazzine, padre soldato che non dà notizie da due anni, azioni quotidiane. All’improvviso il padre oramai inatteso appare al cancello: ha perso la vista... Braccia al collo? Pianti di gioia ? Niente di tutto questo... Lui chiede di suo fratello, lo dichiarano disperso, ma dopo poco appare e la donna gli fa cenno muto e disperato di andare ma quello rimane. Silenzioso ed ostinato vaga intorno, ed il perchè si capirà poco a poco procedendo senz'appello in un viaggio ai confini del'umano.
Inesorabilmente Norèn scende ad analizzare e mostrare , con la precisione di un entomologo, tutte le ferite aperte che queste persone portano come medaglie indelebili, facendole assurgere ad altezze Tragiche, dove la cecità del reduce è forse il male minore. Danni collaterali, è la definizione laconica con cui troppo spesso si licenzia tutto ciò che resta e spesso non ha voce. Difficilmente interessa a qualcuno la pace che segue. Il carrozzone dei media è andato altrove. C'è Elettra c'è Edipo, ci sono Egisto e Clitennestra, ma siamo alla tibia brandita dal gorilla di 2001 Odissea nello spazio. Eppure qualcosa di vitale è rimasto. Vitale ed ostinata una luce brilla attraverso gli occhi e le parole della più piccola delle sorelle, che si erge sempre più definita nella sua determinazione al futuro, regalandoci un finale criptico eppure commovente e catartico: forse è possibile andare oltre. Forse è possibile riprendere avivere. Anche dal punto più basso, dalla caduta più rovinosa ci si può alzare. E dimenticare la vendetta...
(
Marinella Anaclerio)
Dal 17 al 19 Gennaio 2012 - Teatro Verdi, via dei Livello, 32 - Padova
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