I comici e inquietanti ''Parenti Serpenti'' di Melchionna al Cilea di Napoli

di Cristiano Esposito.

E' una bella mazzata tra capo e collo per gli spettatori il finale nerissimo di ''Parenti Serpenti'', diretto da Luciano Melchionna e in scena al Cilea di Napoli in questi giorni. Specialmente in un tempio abituale della comicità quale è la sala vomerese e sul finire di una rappresentazione comunque dalle forti connotazioni comiche. Ad un occhio attento la scenografia girevole e che si sviluppa in altezza di Roberto Crea appare subito simile ad uno di quei presepi che si mette sotto una campana di vetro. E che qui contiene una famiglia come tante altre che si riunisce in occasione delle feste natalizie. Un annuncio dei genitori, impersonati da Lello Arena e Giorgia Trasselli, turberà però la ''quiete'' generale: chi vorrà prendersi cura dei due anziani che hanno deciso di non vivere più da soli?
Lo spettacolo è tratto dal film omonimo di Mario Monicelli del 1992 e scritto da Carmine Amoroso che all'epoca curò soggetto e sceneggiatura del lungometraggio. Che non ebbe un gran successo a livello di incassi in sala ma è diventato senz'altro un cult movie nel corso degli anni. Il personaggio di Saverio, capofamiglia con qualche serio problema di memoria e che si disimpegna tra invenzioni e lezioni di inglese, muove i fili della rappresentazione. Il suo è uno sguardo a metà tra quello di un bambino che svela tutti gli altarini e del Luca Cupiello di Eduardo De Filippo.
Un po' più lente a delinearsi le caratterizzazioni dei figli, comunque ben disegnate, scavate abbastanza in profondità e che magari per una scelta registica inizialmente appaiono leggermente piatte. Grande importanza rivestono le luci di Salvatore Palladino (che spesso provengono anche dal basso, per produrre contrasti ed ombre inquietanti) e le musiche di Stag, soprattutto nel finale di cui sopra. Finale in cui i figli e i loro coniugi scendono in platea a recitare tra gli spettatori, quasi a volerci ricordare che non siamo poi tanto diversi da loro, che anche noi abbiamo i nostri lati più cinici, ipocriti e meno umani. A quel punto identificarsi in quei personaggi dopo averli odiati diventa più facile, almeno quanto è facile emozionarsi e commuoversi. Perché, purtroppo, lo scenario disegnato è più verosimile e attuale di quanto non sembri. In scena anche i valenti Fabrizio Vona, Autilia Ranieri, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Annarita Vitolo e Raffaele Ausiello.

30 / 01 / 2017

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