La programmazione delle sale cinematografiche non è più quella di una volta, basta guardare il cartellone per rendersene conto. Accanto alla tradizionale proiezione delle pellicole in uscita e in distribuzione, molte associazioni, che gestiscono sale o anche multisale, vi affiancano una serie di progetti che puntano ad arricchire e diversificare l’offerta. Un po’ per combattere la crisi, che da anni colpisce il settore, un po’ per offrire un servizio eterogeneo di fronte a fasce di pubblico miste e sfrangiate, si diffonde tra i tanti soggetti che vi operano, la tendenza di allargare e dialogare anche con altri settori dello spettacolo. Tra i film restaurati e nuove pellicole l’offerta si è estesa al concerto, l’opera lirica e il balletto, trasmettendone in diretta live il debutto in prima mondiale. E’ una strategia che si rivolge non solo al pubblico esperto e ai fans, permettendo loro di assistere ad eventi spesso irraggiungibili, ma sensibilizza anche i meno appassionati.
E’il caso dell’Associazione “Nuovo Cinema” di Macerata, che con buon senso e studiata pianificazione, opera nel settore gestendo la sala cinematografica del Cine Teatro Italia della città. Dal 2006 spazia tra concerti, sinfonici, pop rock, documentari e tanti altri preziosi eventi, offrendo un servizio trasversale per i cittadini. Con questo spirito la scorsa settimana siamo stati immersi in uno dei templi più prestigiosi del balletto classico, trasmettendo in diretta “live” la prima di Sleeping Beauty, firmato Royal Ballet di Londra. C’è da dire che uno schermo freddo non rende mai l’atmosfera di una prima che si respira a teatro, non potrà mai restituire quell’esperienza diretta che lo spettatore vive in platea, ma le interviste ed i “promo” della famosa casa di danza inglese hanno in qualche modo sopperito al vuoto e acclimatato gli spettatori, prima entrare nel vivo del balletto. Sleeping Beauty per gli inglesi non è solo il balletto per eccellenza che celebra il trionfo della tecnica classica per il virtuosismo elegante, per le combinazioni di passi e movimenti ormai oggi manuali di studio, per la ricchezza del folklore, oltre ad essere un banco di prova per ogni prima ballerina che si misura con Aurora, ma rappresenta molto di più. Per loro questo classico del patrimonio coreutico è una rinascita, un risveglio. Il primo debutto alla Royal Opera House avvenne nel 1946, dopo le rovine del secondo conflitto mondiale, come segno di un nuovo avvenire all’orizzonte che decretava Margot Fonteyn prima ballerina inglese e star mondiale apprezzata e amata da tutti.
A distanza di anni lo spirito e la cura per questo allestimento non è venuto mai meno, così ha dichiarato Monica Mason, l’attuale direttore artistico che tra non molto sarà succeduta da Kevin O’Hare, altra personalità di spicco nell’establishment inglese e designato come futuro direttore dal 2012.
Con uno sguardo globalizzante, come lo è la city, il Royal Ballet è sempre stato crocevia e di guest stars internazionali promuovendo come principal dancers personalità provenienti da ogni parte del mondo, ma, non ha mai perso di vista la difesa dell’identità inglese mirando ad una propria pupilla. Dopo lo splendore di Durcey Bussel ha dominato un gusto internazionale sul palco della Royal Opera House, dove hanno brillato nei ruoli principali ballerine come Alina Cojocaru, Marianela Nunez, Mara Galeazzi, tanto per citare quelle più acclamate. Con questa Sleeping Beauty, pare si voglia rilanciare in qualche modo il proprio orgoglio nazionale puntando su questo astro nascente del Royal Ballet: Lauren Curthbertson, nei panni di Aurora insieme a Sergei Polunin ucraino, nel ruolo di Desiré. Un’accoppiata vincente destinata a ricalcare i sontuosi tempi d’oro della partnership più amata nel mondo della danza, Nureyev-Fonteyn, per feeling, affiatamento e complicità artistica che scorre tra i due.
La giovane Lauren Curthbertson è un’Aurora radiosa e brillante, grazie alle sue linee eleganti, la sua morbida estensione nei développés, i suoi virtuosismi energici e aggraziati allo stesso tempo. Lirica ed espressiva con port de bras cantabili e vellutati risplende nell’Adagio della Rosa, come un diamante incastonato in un quadro del XVII secolo, anche se mostra lievi tratti d’insicurezza nei lunghi equilibri che la coreografia richiede. E non poteva esserci un partner più virtuoso ed energico, da perfetto “dancer noble”, come Sergei Polunin al fianco di tanta classe inglese che ritroviamo in Lauren Curthbertson, da svelare una plasticità regale unita ad un eccellente ballon nei salti e nelle batterie.
Ancora una volta la tradizione ballettistica della reale casa inglese rinasce per risplendere di luce nuova nei panni di una raggiante Aurora.
portale di Federico Pontiero (TS)
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