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Il merlo, la ragazza, le tentazioni di Satana, un amore "sbagliato"... Blackbird


di Giusi Potenza;

Blackbird;

Testo: David Harrower;

Regia: Lluìs Pasqual;

Cast: Massimo Popolizio, Anna Della Rosa;

Scritto da David Harrower – classe 1966, rivelazione della nuova drammaturgia scozzese – è messo in scena dallo spagnolo Lluís Pasqual, Blackbird è un testo dalla forza straordinaria. Una storia di violenza e ambiguità che prende ispirazione da un episodio realmente avvenuto, trasformato da Harrower in un racconto carico di fascinazione, seduzione, violenza e anche amore, con la carnalità cruda di una passione che non deve, perché non può, chiamarsi con il proprio nome, che a lui porterà la galera e a lei l'ostracismo familiare e un dolore insuperabile. L’autore crea senza pregiudizio né tesi di sorta, una storia dicotomica che dice e ritratta continuamente, che non porta a parteggiare completamente per nessuno dei due personaggi, che ha un linguaggio diretto e crudo, quanto tenero e poetico. Un testointelligente e coraggioso, che non pretende di dare facili risposte a un problema complesso ma dosa con spiazzante talento disagio, amore, comprensione, sconcerto, solidarietà e condanna. Il tema riprovevole della pedofilia è osservato questa volta da un punto di vista insolito, quello privato, della eventuale scelta dettata esclusivamente dal cuore e dalla passione che escludono la razionalità. Una partitura per due voci che sono anche e soprattutto due corpi, due corpi che si studiano, si girano attorno, si annusano e si allontanano ancora, come due animali in gabbia, come due lottatori su un ring impegnati in un corpo a corpo ai limiti della resistenza psico-fisica, questa è la costruzione registica riuscitissima di Lluis Pasqual e gli interpreti esprimono queste tensioni, queste intenzioni che crescono e scemano per poi riaffiorare e moltiplicarsi, in modo sublime. Almeno per quanto riguarda la gestione fisica dello spazio scenico e del testo, gli attori sono efficacissimi econvincenti, Massimo Popolizio tende ogni muscolo ad ogni passo, ad ogni gesto, interpreta un uomo vinto dai sensi dicolpa, ingrigito, goffo, affaticato dalla ricostruzione della propria vita con una nuova identità, riconferma, qualora ce ne fosse bisogno, la sua forza scenica e interpretativa. Anche Anna Della Rosa, che deve far vivere un personaggio davvero complicato, dalle mille sfaccettature, si mostra convincente fisicamente, poiché si sposta impaziente, poi è ritrosa, aggressiva, insomma si muove su più registri emotivi e lo fa con buoni risultati fino a che segue le indicazioni di regia, purtroppo sfora un po’ con qualche affettazione di troppo nel linguaggio, le intonazioni sono così tanto pensate e ricercate che superano la verità e il risultato ne risente, l’interpretazione ne risulta falsata e troppo sopra le righe, così tanto da tirarsi dietro anche Popolizio (di ben maggior esperienza) per fortuna solo nel finale, al punto da ricevere una boccata d’aria fresca con l’arrivo in scena della piccola Silvia Altrui (bello e inaspettato coup de théâtre). “Mettere in scena Blackbird”, spiega Pasqual, “significa portare in evidenza un tema che tutti conosciamo e unanimemente condanniamo. Qui è calato nella quotidianità di due persone; lo guardiamo in modo più profondo, al di fuori di ogni significato scandalistico. Studiamo le conseguenze che una frattura del sentimento ha avuto su due vite”.
Il linguaggio teatrale diventa lo strumento privilegiato per uno sguardo “altro” sulle cose, soprattutto quando si tratta di vicende scomode e purtroppo spesso taciute.
Così, attraverso le molte stratificazioni del testo e i numerosi livelli di lettura, l’ordinaria storia di una violenza si trasforma in una grande storia d’amore, che lega indissolubilmente, in maniera unica e crudele, i protagonisti.

Teatro India, Roma - 16 Dicembre 2011

19 / 12 / 2011



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