IL MIDSUMMER MADNESS DI TEATRIDHITALIA IN UN SOGNO DI PASSIONE
di Maria Lucia Tangorra;
Sogno di una notte di mezza estate;
Testo di William Shakespeare, traduzione di Dario Del Corno;
Regia: di Elio De Capitani;
Cast: Ferdinando Bruni, Ida Marinelli, Elio De Capitani (nella foto di scena con Agustoni, Toracca, Germani, Bonadei), Corinna Agustoni, Luca Toracca, Clio Cipolletta, Sarah Nicolucci, Vincenzo Giordano, Loris Fabiani, Giuseppe Amato, Andrea Germani, Marco Bonadei;
«Se noi ombre abbiamo offeso,/ si rimedia, se pensate:/ Son visioni, dormivate. Questo fragile e ozioso argomento,/ Al pari di un sogno incoerente./ Gentili signori, non criticate./ Noi rimedieremo, se voi perdonate/ E, parola di Puck, se per fortuna/ Scamperemo alla lingua di serpente/ Ammenda faremo sì, di repente» (chiedo umilmente ammenda per non potervi riportare testualmente la traduzione di Dario Del Corno, non reperita, ed essere ricorsa a quella puntuale e fedele di Nadia Fusini ndr). Fuor di metafora, il malizioso Puck (Giuseppe Amato) congeda il pubblico svelando l'incantesimo magico del teatro e, senza retorica, della vita ricreata dall'arte.
Insieme a "Le lacrime amare di Petra von kant" di Fassbinder, "Sogno di una notte di mezza estate" è stato eletto dalla compagnia dell'Elfo il loro spettacolo simbolo. Andato in scena la prima volta nel 1986 (allestito già nel 1981 da Gabriele Salvatores con una versione rockeggiante), ripreso nel 1999, non poteva non battezzare la prima sede totalmente abitata e gestita dagli elfi di Teatridhitalia. A chiusa della stagione 2009-2010, l'Elfo Puccini ha deciso di omaggiare uno dei suoi punti di riferimento, qual è Shakespeare, nella sala a lui dedicata, riprendendo il filo mai spezzato in questi anni di lavoro creativo.
Se il drammaturgo inglese fa il verso in questa commedia anche ai suoi precedenti lavori (primo tra tutti "Romeo e Giulietta" ndr), De Capitani con una regia fresca, fedele al loro stile, tende a valorizzare il lato più comico e farsesco della scrittura e delle vicende narrate.
Il piano della realtà – le nozze di Teseo (Ferdinando Bruni), duca d'Atene con Ippolita (Ida Marinelli), regina delle Amazzoni e gli amori giovanili di Ermia (Sarah Nicolucci)-Lisandro (Vincenzo Giordano)/Demetrio (Loris Fabiani)–Elena (Clio Cipolletta) – si alterna a quello del sogno, il mondo fatato regnato da Oberon e Titania (non è un caso che gli interpreti – Bruni/Marinelli - siano gli stessi dei personaggi "reali" ndr). A sé sembra esserci il gruppo della compagnia amatoriale di attori intenta a provare "La molto crudelissima morte di Piramo e Tisbe". La parte da istrione del palcoscenico la fa proprio De Capitani nei panni del gourmet Botton (futuro Piramo al cospetto del re) che con voluto accento milanese carica da attore gli accenti farseschi del suo personaggio, evitando di cadere nel tranello della caricatura; da regista si fa ben seguire nel gioco della mise en espasse.
La facciata rinascimentale lascia il posto al luogo abitato da elfi e fate (scene di Carlo Sala), il confine è labile, i due mondi si sovrappongono governati dal deus ex machina dell'amore in un'atmosfera di folklore e superstizione (resa in particolare dai costumi ideati da F. Bruni). Incantesimi, illusioni e i tanti volti di amore vengono espressi in questo allestimento con un'attenzione più estetica ed improntata ad una recitazione fisica e gestuale, in cui il lirismo dello spartito shakespeariano passa in secondo piano, forse con un'intenzione di valorizzare più il simbolico e le figurazioni. La riduzione dell'Elfo sembra guardare più ad un divertimento, seppur intelligente, di interpreti e pubblico più che ad un meccanismo di simmetrie e rimandi di significanti insiti nella pièce.
Lo "spiritello" Puck da attore-spettatore ci illumina sulla natura della scena: ombre e visioni enfatizzate dal coro della notte di Giovanna Marini nello svelamento del teatro nel teatro.
Come l'elfo della commedia shakespeariana augurava buonanotte invitando all'applauso così gli elfi di oggi dicono arrivederci ad ottobre con un nuovo re-inizio proprio dall'ultima (tragi)commedia del nostro autore "Racconto d'inverno" (1611).
portale di Federico Pontiero (TS)
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