“Il piccolo principe” di Antoine Saint Exupéry
La favola cha fa riscoprire l’essere bambino in ogni adulto.
Regia: Marco Paoli
Organizzazione: Eta Beta Teatro.
L’Associazione “Eta Beta” costruisce un’esperienza di teatro integrato, a favore dell’integrazione in giovani e adolescenti con problemi di disabilità fisica o psicologica, favorendo la creatività e l'autonomia dei ragazzi.
L’iniziativa, nata nel 1997 da una felice intuizione del neuropsichiatra infantile Giorgio Schirripa, prevede il coinvolgimento di docenti, educatori del Centro “Eta Beta” e assistenti dei Comuni di Viterbo e Orte per l’attivazione di laboratori integrati, dove ragazzi diversamente abili e normodotati svolgono insieme attività ed esperienze finalizzate alla socializzazione e ad elevare l’apprendimento.
Quest’anno Eta Beta Teatro festeggia i dieci anni di attività con lo spettacolo “Il Piccolo Principe”liberamente ispirata all’opera di Saint Exupéry, lo scrittore-aviatore francese che ha conquistato con i suoi racconti intere generazioni.
Per i 18 attori, tra ragazzi diversamente abili dell’Associazione “Eta Beta” e giovani universitari e in servizio civile, si tratta del secondo debutto stagionale, dopo il grande successo dell’Amleto nell’aprile scorso, portato in scena anche nell’istituto penitenziario “Mammagialla” di Viterbo e “Rebibbia” di Roma, confermando la capacità di questa esperienza.
Il Piccolo Principe è un racconto autobiografico. Durante tutta la sua vita Saint Exupéry, conservò la particolarità di arrossire invece di rispondere quando gli si presentavano situazioni di imbarazzo. Esattamente come il Narratore del testo, Saint Exupéry era pilota di professione. Ebbe realmente una grave avaria in pieno deserto del Sahara, nel 1935, e fu ritrovato e salvato miracolosamente dagli indigeni. Il bambino che gli si presenta improvvisamente nel deserto è un’altra parte di se steso, una parte che ebbe la fortuna di incontrare: dal pianeta della sua infanzia forse, senza il quale il pilota avrebbe finito per dimenticare come di solito succede ai grandi.
“L’idea del Piccolo Principe nasce da un sogno – spiega il regista Marco Paoli –, uno di quei sogni lontani dai quali è difficile svegliarsi tanto sono vividi e coinvolgenti. Ed è stato facile dar vita a tutti gli straordinari personaggi creati dalla fervida immaginazione di Saint Exupéry. I ragazzi hanno dato il loro meglio e il sogno, colorato, poetico, a tratti strampalato, ha preso vita sotto i nostri occhi e ha parlato con la nostra voce”.
18 settembre 2007
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