Il prototipo di Pappagone al teatro Cilea di Napoli 
Recensione di Cristiano Esposito;
Non tutti sanno che tra i personaggi della commedia “I casi sono due”, scritta da Armando Curcio nel 1941 e in scena al teatro Cilea di Napoli fino all’8 marzo, c’è l’embrione di Pappagone, il celebre personaggio televisivo impersonato da Peppino De Filippo nel programma televisivo “Scala reale”, datato 1966. Personaggio che in realtà divenne una vera e propria maschera entrata di diritto nell’immaginario collettivo e che diede a Peppino il grande successo sul piccolo schermo. Il minore dei fratelli De Filippo vestì infatti a teatro, nel 1959, i panni di Gaetano Esposito, cuoco ignorante e furbone del barone Del Duca, dai cui caratteri trasse poi il prototipo dell’ormai celebre Gaetano Pappagone. La commedia, divertente e garbata, narra proprio delle disavventure del cuoco Gaetano (Mario Brancaccio) che si scopre figlio di una relazione avuta dal barone Del Duca (Sergio Solli) in gioventù. Viene così elevato al rango di baroncino, salvo poi ritornare in cucina quando salta fuori un secondo Gaetano Esposito. Una comicissima voglia di cotica su una natica stabilirà chi tra i due è il vero baronetto. Il finale a sorpresa ripiomberà il povero barone Del Duca nelle sue molteplici malattie psicosomatiche, attraverso cui somatizza ogni sorta di frustrazione. Mario Brancaccio, protagonista e regista della rappresentazione, è capace di tenere sempre un ritmo incalzante e con la sua voce quasi afona costruisce un personaggio diverso, più vivace e incisivo rispetto a quello di Peppino anni prima. Sergio Solli, forte di una più che trentennale esperienza teatrale ed allievo della scuola dell’immenso Eduardo, cattura il pubblico con la sua forte presenza scenica ed una recitazione chiara ed eloquente. L’adattamento, realizzato da Mario Brancaccio e Marina Curcio (figlia di Armando), attualizza il testo e il suo linguaggio, lasciando spazio a nuove gag e improvvisazioni. Il tutto funziona efficacemente, grazie soprattutto alla capacità di Curcio di costruire trame paradossali in contesti realistici, contrapponendo miseria e lusso, ignoranza ed educazione. Le ricercate scene di Giorgio Nappi riproducono efficacemente gli ambienti e le colonne marmoree della lussuosa casa Del Duca. Qualche incongruenza nel disegno luci di Peppe Sabatino non impedisce allo spettacolo di dimostrare che la farsa è un genere capace ancora di divertire senza cadute di stile.
Napoli, teatro Cilea – 26 febbraio 2009
Lo spettacolo resta in scena al teatro Cilea fino all’8 marzo, da giovedì a domenica.
Per informazioni consultare il sito www.teatrocileanapoli.it
27 / 02 / 2009
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