Ironia e beneficenza al Teatro De Rossi con De Filippo 
Uomo e galantuomo
Testo di: Eduardo De Filippo;
Regia: Eugenio Colangelo;
Cast: Eugenio Colangelo, Mariateresa Pugliese, Donato Frasca, Alessandra Galdenzi, Giorgio Fiore, Mirella Mazzei, Gianni Monaco, Angela Rossini, Pino Antonucci, Maria Antignani, Tonino Altomare, Marcello Abbatiello, Mirella Di Felice;
È proprio vero, ricorrendo al caro Eduardo De Filippo non ci si sbaglia mai. Testi di straordinaria efficacia, già completi in sé, offrono una solida pedana di lancio a numerose compagnie. Ed ecco l’ennesimo allestimento, a Roma, presso il Teatro De Rossi, si tratta questa volta di “Uomo e galantuomo”. La messa in scena è meritevole, va evidenziata l’ovvia difficoltà di lavoro e di insieme, per una compagnia numerosa come in questo caso, i quattordici interpreti, non tutti professionisti, si sono distinti per una palpabile armonia di gruppo. Oramai non ci si stupisce neanche poi molto nell’assistere a spettacoli di tradizione partenopea, interpretati da attori non tipicamente del luogo, ma anzi queste divergenze di dizione, nonché di cultura possono trasformarsi a volte in arricchimento. È questo che deve aver pensato il regista Eugenio Colangelo, proponendo al suo pubblico una compagnia diversificata e chiedendo ai suoi attori un’interpretazione naive, come lui stesso la considera,nel tentativo di portare il testo fuori dal regionalismo stretto nel quale inevitabilmente viene circoscritto e rendendolo universale. Punto fermo rimane comunque la grande sagacia dell’autore per cui ci si trova a godere di tre atti di comicità, spensieratezza e leggerezza. I ritmi sono rapidi, brillanti, vitali e gli interpreti tengono bene e con continuità per tutto il tempo, entusiasti ed energici. Tra equivoci e intrighi viene presentata la pittoresca, ma quanto mai reale e attuale miseria di un gruppo di guitti girovaghi ingaggiati per una serie di recite estive che , vengono coinvolti, senza alcuna colpa, nel piccolo scandalo da pochade di un adulterio per ripicca al cui centro c’è Alberto, il giovanotto benestante e nullafacente che finanzia la loro compagnia. La pazzia è il tema centrale della commedia, quasi come fosse l’unica via d’uscita, una fuga in una dimensione più agevole, ma che spesso risulta ancora più cruenta e disillusa della realtà. Una follia simulata, per sfuggire dal mondo, salvare le apparenze e l’onore, per non rinunciare a sé stessi. Allestimento molto curato nel complesso, scenografia, costumi, ecc., risulta quindi piacevole e godibile. Da sottolineare in particolar modo, le performance dei veterani Colangelo e Mirella Mazzei che in un certo senso spiccano nel gruppo, ci sono comunque belle sorprese anche tra le “nuove leve”, meno efficaci probabilmente per origine o inesperienza altri, ma nel complesso si respira un’aria distesa, serena e un grande affiatamento di gruppo. Altra nota importante per cui vale la pena assistere allo spettacolo, uno scopo benefico e umanitario che non guasta ma anzi accresce lo sforzo di questa compagnia, i proventi degli spettacoli del Teatro De Rossi finanziano infatti alcune attività caritative sul territorio (distribuzione pasti a poveri e senzatetto) e di beneficenza per l'Orfanotrofio femminile di Montero di Santa Cruz in Bolivia (che accoglie ed educa bambine abbandonate e con situazioni familiari disagiate). (Recensione di Giusi Potenza)
Dal 13 al 30 Novembre 2008 - Teatro De Rossi, via C. Baronio, 127 B - Roma.
Per informazioni e prenotazioni: 329 0733757 - 06 77710210 teatroderossi@libero.it
21 / 11 / 2008
Commenti e opinioni
Scrivi
il tuo commento sulla pagina
'Ironia e beneficenza al Teatro De Rossi con De Filippo '
Contatti
Per contattare la redazione del sito Teatroespettacolo scrivere all'indirizzo email teatroespettacolo@email.it
Link di approfondimento
Ironia - beneficenza - Teatro - Rossi - Filippo - Link utili per approfondire il tema teatro spettacolo
Segnala un sito/link di approfondimento
|
|