L'amore al centro di un cerchio di gesso 
Malkia (Regine)
Libero adattamento da Il cerchio di gesso del Caucaso di Bertolt Brecht; A cura di Letizia Quintavalla; Un progetto di Amref in collaborazione con Teatro delle Briciole Solares Fondazione delle Arti
Recensione di: Alessandra Ronza;
Il Progetto Malkia nasce all'interno del "Children in Need Program", ha dedicato particolare attenzionealla promozione dell'attività teatrale, sviluppata insieme al Teatro delle Briciole di Parma. Il successo riscosso ha spinto AMREF a costituire una vera e propria "Accademia d'Arte di strada" che negli anni ha prodotto spettacoli, documentari, progetti artistici. Difatti prima dell’inizio dello spettacolo, è stato proiettato un documentario: una vera e propria panoramica della storia, dei vissuti, e del lavoro che questa singolare compagnia teatrale ha percorso: ragazzi e ragazze tra i 14 e i 18 anni, tutte strappati dalla vita di strada grazie all'attività degli operatori Amref. La condizione delle donne di Nairobi è molto critica, un tema delicato, affrontato con lo strumento teatrale: non viene riconosciuto loro alcun diritto, sono trattate come veri oggetti, le violenze fisiche e sessuali sono all'ordine del giorno. Il progetto Malkia, parola che in lingua swahili vuol dire "regina", nasce proprio per ridare dignità a queste ragazze, per rivalutare ed esaltare la loro bellezza, interiore ed esteriore, e il loro assoluto bisogno di rispetto e di una vita migliore di quella che in genere le aspetta. Il progetto è nato nel 2005. Una sfida per questi giovani attori di una vera vita, sopravvivere alle ingiustizie di un mondo che purtroppo non dona importanza alla bontà d’animo delle persone. "Il cerchio di gesso del Caucaso" di Bertold Brecht è lo spettacolo che, come chiarisce la regista Letizia Quintavalla, la scelta non è stata affatto casuale. Ed è così che tra guerre, tamburi, bandiere, soldati e processi inizia lo spettacolo, che si articola in due racconti paralleli che convergono nella morale Brechtiana, per cui le cose appartengono non a chi ne rivendica la proprietà per legge o per sangue, ma a colui che ne ha avuto cura e ha permesso loro di crescere. Lo spettacolo mette in risalto la differenza tra la classe dei potenti e quella del popolo alle conseguenze di un'incomprensibile guerra. La lavandaia, cocciuta e incolta, è il prototipo della miseria contadina, la vitalità di un popolo spesso vittima dei potenti e dei ricchi, comunque attaccato al senso del dovere e sorretto dall'istinto di sopravvivenza. Il linguaggio scenico è adatto per parlare anche ai bambini, affidato alla grottesca deformazione delle maschere che esprimono il distacco tra personaggi e attori, simile ad un mosaico di vicende aspre e crudeli ma anche ricche di comicità. In scena giovani bravissimi e “veri”; infatti coinvolgono in un vortice di sentimenti, suscitando rabbia per le sofferenze che son costretti a vivere, ma anche compassione e soprattutto apertura mentale per una cultura diversa dalla nostra. Amore, gioia, voglia di vivere e lottare per ciò che è davvero importante. Il desiderio di andare avanti, nonostante una società… I ricavati dellevento saranno destinati al programma Children in Need di AMREF e in particolare allattuazione di un progetto di sostegno alle ragazze madri.
Parma, Teatro delle Briciole - 7 Marzo 2009
Per informazioni: www.briciole.it
09 / 03 / 2009
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