LA FAVOLA DI AMORE E PSICHE in scena al Teatro della Pergola di Firenze Testo di: Renato Giordano da L'asino d'oro di Apuleio;
Regia: Renato Giordano;
Cast: Peppe Barra, Andrè De La Roche, Piero Caretto, Francesca Nunzi, Francesca Marini;
“C’era una volta un re ed una regina che avevano tre figlie bellissime” così inizia la Favola di Amore e Psiche, centro, anzi cuore del romanzo l’Asino d’oro di Apuleio. E l’inizio è proprio l’inizio di tutte le Favole e si può ben dire che questa sia l’archetipo di tante fiabe moderne…in un certo senso, la favola delle favole. “L’Asino d’oro” è uno dei due grandi romanzi “moderni” dell’antichità romana (e non solo) insieme al “Satyricon” di Petronio, e non a caso, dopo aver affrontato lo scorso anno il Satyricon, ora mi impegno nella messa in scena dell’Asino d’oro (conosciuto anche col titolo di Metamorfosi). E così come per il Satyricon mi ero concentrato sull’episodio della Cena di Trimalcione, per l’asino, non ho preso l’intero romanzo ma la sua parte centrale, senz’altro la più bella, poetica e suggestiva, “la favola di Amore e Psiche”. Psiche era bellissima, talmente bella da suscitare invidia addirittura in Venere che irata dall’esistenza di una mortale che adombrava la sua bellezza decide di punirla, eliminarla, facendola innamorare di una qualche mostruosità, ed invia Cupido-Amore per farla trafiggere con un dardo di passione nei confronti di quanto di peggio si potesse trovare, uomo o animale. Ma Amore, alla vista di Psiche se ne innamora, e la salva da rovina e morte, portandola in un suo castello fatato, dove la notte la ama senza farsi mai vedere in volto. Le due sorelle vengono invitate al castello da Psiche ed invidiose preparano un piano per rovinare la sorella rimasta nel frattempo incinta del suo amante misterioso. “E’ un mostro, una bestia, tua sorella, per salvarti, lo devi uccidere, mentre lui dorme di notte, dopo l’amore.” La giovane ci crede, si prepara al delitto, poi vede il vero volto del suo amato, ed il pugnale cade dalla mano, ma per punizione perde tutto mentre Venere ancora la cerca per eliminarla. Dopo una serie di avventure d’espiazione, compresa la discesa agli inferi, l’amore trionferà. Come dicevo l’opera di Apuleio, originario di Madaura, in Africa, è stata ispirazione di tantissime favole moderne, da “La Bella e la Bestia” a “Biancaneve” a “Cenerentola”, passando attraverso grandi capolavori letterari, per citarne uno solo, il “Sogno di una notte di mezz’estate” di Shakespeare. E la morale, se una morale si vuol trovare, dietro un velo di happy end decadente, è inquietante, o perlomeno fa riflettere: Se vuoi essere felice, anima mia, non voler sapere com’è fatto il tuo amore.
Dal 14 al 19 Aprile 2009 - Teatro della Pergola, via della Pergola 18/32 - Firenze
Per informazioni: www.teatrodellapergola.com
Guarda il video dello spettacolo sulla home page di Teatro&spettacolo
05 / 04 / 2009
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