LA LUNA NEL POZZO - Festival Internazionale del Teatro in strada
Tutto è pronto per la quindicesima edizione del Festival internazionale del Teatro in strada "La Luna nel Pozzo", a Caorle (Venezia). L’intera cittadina veneziana attende di trasformarsi in un grande teatro a cielo aperto per l’arrivo di clown, attori, giocolieri, acrobati, provenienti da tutta Italia (dal Veneto alla Toscana, dall’Emilia Romagna al Lazio,…) e dall’Europa (Belgio, Francia, Repubblica Ceca) per animare le serate di venerdì 3, sabato 4 e domenica 5 settembre 2010.
Il cartellone prevede 28 spettacoli proposti da 12 diverse compagnie, che si esibiranno in calli e campielli per divertire ed emozionare adulti e piccini.
Il festival, che fonde insieme teatro comico, arte circense, musica e danza, è promosso dall’Amministrazione Comunale di Caorle e organizzato dall’associazione culturale Arci Carichi Sospesi di Padova, con il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Venezia, in collaborazione con l’Azienda di Promozione Turistica di Caorle e del Consorzio PromoCaorle.
Danze sospese nell’aria, acrobazia e giocoleria, equilibrismi e trasformismi, maschere e animazione di pupazzi,…; spettacoli che propongono comicità e grottesco, situazioni deliranti e surreali, ma alla fine spesso regalano anche poesia e suggeriscono una riflessione: sul senso della vita e dell’amore, sul significato dell’essere attore. Ad esibirsi la compagnia belga Du Mirador, l’italo-francese Envol Distratto, l’italo-belga Piano C e la cecoslovacca Divadlo Continuo. A rappresentare l’Italia le compagnie Circo 238, Officine Duende, Teatro Due mondi, TeatroVivo, Teatro Mangiafuoco e Carichi Sospesi; non mancano i "solisti": Ugo Sanchez Jr (l’artista Guido Nardin), Eli Rudyzuli (all’anagrafe Elena Manni)(nella foto).
Scenario e palcoscenico naturale saranno alcuni magici scorci di Caorle: i campi san Marco, san Rocco e Oriondi, il teatrino di campo Negroni, il sagrato e le piazze Vescovado, Matteotti e Papa Giovanni.
"Il teatro allo specchio" è il tema di sfondo scelto per questa edizione: lo specchio come simbolo dell’urgenza dell’attore di sdoppiarsi, di moltiplicarsi per confondersi e mimetizzarsi, per dire i mille se stessi e insieme non dirne nessuno. È insieme il tema del doppio: il re e il suo fool, Jackyll e Hyde, il buffone e la maschera,… E di fronte al suo pubblico è l’attore stesso ad essere specchio che deforma la realtà, inventandosi un altro sé, un altro mondo – apparentemente l’unico possibile -, nuovo e diverso, irreale e poetico.
portale di Federico Pontiero (TS)
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