"L’arca di Giada" salpa al teatro Bellini di Napoli
di Cristiano Esposito;
Operazione nuova (per l’Italia) e complessa questa de “L’arca di Giada”, musical fantasy 3d firmato da Kristian Cellini (coreografie), Daniela Fusco (testi e 3d), che tra l’altro ha scritto e illustrato il libro “L’arca di Giada – La leggenda delle terre incantate” da cui lo spettacolo trae ispirazione, e dal napoletano Toni Verde (musiche e regia).
Trama in pieno stile fantasy. In un’antica libreria due ragazzi si imbattono nel “Libraio dei sogni” che consiglia loro un libro che li trasporterà in un fantastico viaggio attraverso i quattro regni incantati; Regno del Mare, Regno del le Terre Incantate, Regno dell’Aria e Regno del Sole. Qui, tra creature fantastiche e diaboliche, troveranno il perfido monaco alchimista Kascir, la principessa predestinata Gioviska e il coraggioso cercatore Sansar che lottano per raggiungere il segreto della Pietra di Giada.
Un cast di ventisei artisti tra cantanti, ballerini, attori, acrobati e funamboli accompagnerà lo spettatore in una storia di amore, mistero, magia e avventura in luoghi fantastici e surreali. Su tutti spicca il tenore Piero Mazzocchetti, nel ruolo del saggio Igar. Un musical immerso in atmosfere medievali, che racconta la classica battaglia tra bene e male in chiave lirica, contaminata da sfumature pop e rock. Uno spettacolo per gli amanti del fantasy, che attraverso la multimedialità diffusa, le acrobazie e i funamboli cattura anche i più piccoli. La storia non è delle più semplici da seguire, puntellata da quadri brevi ed essenziali, e si poggia sugli interventi di un narratore. Funzionano i costumi, le coreografie, le voci di tenori e soprano e gli elementi scenografici praticabili. Funzionano forse un po’ meno la trama troppo intricata, le basi musicali che appaiono campionate più che suonate e le ridondanti proiezioni video in 3d che sembrano venir fuorida videogiochi non recentissimi. La produzione è imponente, siamo alle prime repliche e c’è tutto il tempo di apportare qualche correttivo per fare di questo lavoro tutto italiano uno degli spettacoli evento di questa stagione teatrale.
Lo spettacolo resta in scena al teatro Bellini di Napoli fino a domenica 18 dicembre 2011. Per info consultarewww.teatrobellini.it
portale di Federico Pontiero (TS)
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