LE VOCI e IL CONDE in scena al Parco del Castello di Miramare di Trieste Testo di: Carlo Magris;
Regia: Antonio Calenda (nella foto);
Cast: Kim Rossi Stuart (Le Voci), Antonio Calenda (Il Conde);
Per portare in scena il monologo di Claudio Magris Le voci, Antonio Calenda ha coinvolto Kim Rossi Stuart, uno fra gli attori da lui prediletti, protagonista dell’Amleto shakespeariano prodotto dallo Stabile regionale nel 1998, uno spettacolo rimasto memorabile. La lettura de Le voci offre ai due artisti l’occasione per rinnovare la loro intesa e per Kim Rossi Stuart rappresenta il ritorno a teatro, dopo anni in cui si è dedicato – con enorme successo e apprezzamenti anche sul piano internazionale – quasi esclusivamente al cinema (molto applaudito il suo esordio nella regia con Anche libero va bene). Calenda – cui la drammaturgia di Magris ha già ispirato messinscene di grande rilevanza – lo condurrà attraverso le suggestioni e le profondità di senso concepite da questo importantissimo intellettuale. Al centro de Le voci – che si svolgerà sul piazzale del Castello – è un introverso personaggio che si è autoisolato in un mondo popolato dalle voci femminili gentili e accattivanti delle segreterie telefoniche. L’uomo conosce un’infinità di numeri telefonici cui corrispondono proprietarie con personalità diverse… C’è la ragazza ingenua, quella burocratica, il messaggio fantasioso o quello languido. Per chiunque una segreteria pone un disagevole filtro, allontana dalla persona cercata: per il nostro protagonista invece queste voci sono un guscio protettivo, kafkiano ma efficace a tutelare la sua fragilità. A incrinarlo sarà un’invenzione: il "répondeur", nome seducente per una terrificante voce metallica… riuscirà a sabotarlo?
L’incontro fra la sensibilità artistica di Antonio Calenda e l’affascinante scrittura di Claudio Magris, ha già regalato agli appassionati di teatro emozioni profonde, in spettacoli come La Mostra e il toccante Lei dunque capirà. Con Il Conde il loro rapporto si arricchisce di un nuovo momento creativo che vede Calenda impegnato non solo nella realizzazione della mise en espace, ma anche interprete del misterioso marinaio al centro del monologo. Un evento molto interessante per il pubblico quello di assistere direttamente al lavoro di analisi e interpretazione di un regista della classe di Calenda, ambito altrimenti riservato ai soli occhi dei suoi attori, che egli imposta in ogni nuovo ruolo. Il Conde raccoglie – sullo sfondo di atmosfere a tratti cupe – lo sfogo del marinaio che accompagna un inquietante "pescatore di cadaveri": navigano la foce del fiume Douro alla pietosa ricerca di coloro che in quelle acque perdono la vita. E all’acqua – che percorre come un fil rouge la produzione letteraria di Magris – si avvicina anche l’allestimento, concepito nel porticciolo sotto il Castello. L’arrogante personalità del Conde si contrappone alla solitudine rassegnata del marinaio, che Magris tratteggia poeticamente restituendocene la durezza nel rievocare le avventure di navigazione, ma anche l’umana delicatezza nel ricordo della donna amata e perduta. Ora non gli rimane che il sogno di una polena, emersa assieme a uno dei tanti infelici: nella contemplazione di quell’icona femminile perfetta palpitano tutte le sue emozioni.
Dal 3 al 5 Luglio 2009 - Parco del Castello di Miramare, viale Miramare - Trieste
Per informazioni: www.ilrossetti.it
01 / 07 / 2009
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