L’erba cattiva di Gragnaniello in scena al Bellini di Napoli L'erba cattiva non muore mai;
Testo di: Bruno Colella;
Regia: Bruno Colella;
Cast: Enzo Gragnaniello, Luigi Di Fiore, Erasmo Petringa (violoncello), Emidio Petringa (percussioni), Ezio Lambiase (chitarra), Attilio Pastore (percussioni a fiato);
Essenziale, ma straordinariamente viscerale, pregno e corposo. Come le luci, mai piene e suggestivamente soffuse, che contribuiscono a creare un’atmosfera ancor più intimistica e coinvolgente. Come le scene, dalle linee geometriche moderne che per una strana alchimia si sposano perfettamente con le note di Enzo Gragnaniello, figlie della tradizione napoletana più verace e carnale. Come le videoproiezioni sui tre schermi in scena che ci mostrano Gragnaniello e Bruno Colella (autore e regista della rappresentazione) in giro per le strade di Napoli, padroni di casa e stranieri allo stesso tempo. Come il violoncello di Erasmo Petringa, la chitarra di Ezio Lambiase e le percussioni di Emidio Petringa. "L’erba cattiva…non muore mai", titolo ripreso dall’ultimo, splendido album di Enzo Gragnaniello, è uno spettacolo che vede per la prima volta il cantautore partenopeo in veste di attore. E la prova risulta brillantemente superata per lui, uomo vissuto e struggentemente vero dei quartieri spagnoli. Lo spettacolo è un racconto della sua vita e della sua città, che prende il via da una trama che è poco più di un pretesto: un regista ed un attore che provano a scrivere uno spettacolo sulla città di Napoli, sullo sfondo dell’incontro tra musica e poesia. Da qui si dipanano i ricordi di Gragnaniello, le riflessioni universali sul senso della vita, i monologhi appassionati di Luigi Di Fiore che spaziano da Viviani a Ferdighetti. Tanti temi toccati con leggerezza e passione, quali la violenza sulle donne, le morti bianche, la pazzia, il sovraffollamento delle carceri e l’emarginazione. Ma probabilmente lo spettacolo che i due si accingono a scrivere non si farà mai, ogni possibile denuncia appare alla fine superflua e vana. Perché tanto l’erba cattiva…non muore mai.
Cristiano Esposito
Lo spettacolo resta in scena al teatro Bellini di Napoli fino al 7 febbraio 2010. Per info consultare il sito www.teatrobellini.it
03 / 02 / 2010
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