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MADRE CORAGGIO E I SUOI FIGLI al Teatro Ambasciatori di Catania


Testo di: Bertolt Brecht;

Regia: Cristina Pezzoli;

Cast: Isa Danieli, Alarico Salaroli, Marco Zannoni, Lello Serao, Arianna ScommegnaXenia Bevitori, Carlo Caracciolo, Matteo Cremon, Antonio Fabbri,Tiziano Ferrari, Vesna Hrovatin, Paolo Li Volsi, Fabio Mascagni,Aurora Peres, Sergio Raimondi, Shi Yang, Luigi Tabita

Bertolt Brecht (Augusta 1898 – Berlino 1956) nel 1939, durante il suo soggiorno in Danimarca, alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale, scrisse Madre Coraggio e i suoi figli; la prima rappresentazione avvenne a Zurigo nel 1941. L’opera - sottotitolo Una cronaca dalla guerra dei Trent’anni - porta in scena le vicende verificatesi tra il 1624 ed il 1636 nel corso dello storico conflitto, sviluppatosi più ampiamente dal 1618 al 1648. Il contrasto fra Cattolici e Protestanti nel Sacro Romano Impero fornì alle potenze europee il pretesto per dare il via ad una lotta che segnò la fine dell’egemonia asburgica in Germania e la sconfitta della Controriforma, provocando ingenti perdite demografiche e grave decadenza economica in particolar modo alla Germania.

La protagonista del dramma è Anna Fierling, vivandiera/commerciante detta Madre Coraggio per aver sfidato le cannonate, durante l’assedio, per portare a termine il suo commercio di pagnotte ammuffite. Gli affari vengono prima di tutto e, pur essendo bravissima nel suo “lavoro”, ciò non toglie che esso si basi prevalentemente sulla miseria e sulla sventura degli altri. Padrona di un carro, che utilizza nei vari spostamenti, è accompagnata nel suo “viaggio di lavoro” dai tre figli che, per inciso, hanno tre cognomi diversi, considerato che Madre Coraggio non ricorda nemmeno i nomi dei padri con certezza. Schweizerkas è il figlio buono e onesto che, per troppa onestà, si fa uccidere da un sergente disonesto; Eilif, che è forte e robusto, aiuta la madre a spingere il carro e a fare affari, ma il brigadiere e il reclutatore lo portano via, arruolandolo nell’esercito; fortuna che Madre Coraggio segue sempre gli eserciti e ha modo di rivederlo tra un’eroica azione e l’altra e tra un massacro di contadini e un sequestro di bestiame. Arriva una pace temporanea, Eilif sarà processato e ucciso come criminale per le azioni commesse in guerra. Kattrin, la figlia muta, che sente di essere un grave peso per la madre, vive nella speranza della pace che difficilmente potrà arrivare così come il marito che lei sogna. Fortuna che la madre non l’abbandona dopo la morte dei fratelli e dopo che un cuoco le propone di buttar via Kattrin e andare a vivere con lui. Sarà l’unica vera eroina di tutta la tragedia! Morirà per salvare la città e fermare la guerra.

Per Madre Coraggio nemmeno i figli contano, vorrebbe tenerli fuori dalla guerra, ma non può fare a meno di sacrificarli o comprometterli “nella guerra, in fondo - lo dice anche il brigadiere nella prima scena - è impossibile pensare di poter vivere della guerra, senza pagarle gli interessi”. Madre Coraggio, nonostante la perdita dei figli, non capisce che la guerra è un affare solo per potenti e pensa di poterne fare un affare personale al seguito degli eserciti in lotta. Durante le sue peregrinazioni per l’Europa, incontra soldati e reclutatori senza scrupoli, una prostituta e un generale, un cuoco, un cappellano ecc… un’umanità piena di miserie, dolori e cinismi a cui si è costretti ad assistere in guerra.“La guerra è solo la continuazione degli affari con altri mezzi, ma i grandi affari non li fanno la povera gente, e nella guerra le virtù umane diventano mortali”, questa è secondo Brecht la morale del dramma. “Il vincolo di un testo, di ogni testo, non è la sua assoluta necessità, in ordine alle parole con le quali è stato creato come congegno espressivo, ma è la sua fatalità, ovvero il suo destino, la sua fortuna. Lo stesso autore avrebbe potuto riscrivere “la cosa” in cento modi differenti. E in ciò risiede l’infinitezza di un testo, di tutti i testi”. (Antonio Tarantino)

Dal 22 Aprile 2008 al 14 Maggio 2008 - Teatro Ambasciatori, via Eleonora D'Angiò, 17 - Catania;

Per informazioni: www.teatrostabilecatania.it

18 / 04 / 2008



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