Milano: il Carcano 2009-2010 all'insegna dell'esistenzialismo tra dramma, musica, scienza e commedia Il prossimo cartellone del Teatro Carcano allestito per la stagione 2009-2010 conserva e amplia i filoni battuti nel corso della sua storia. Conferme e nuovi allestimenti nell’ambito della drammaturgia moderna e contemporanea, ritorni a distanza di qualche anno come l’appuntamento con la danza e infine il solco pedagogico recente del TeatrOinMatematica e del progetto Miti. Nella presentazione svoltasi martedì 9 giugno presso la sede di corso di Porta Romana, l’amministratrice Nicoletta Rizzato, facente le veci del direttore artistico Giulio Bosetti - il quale a causa di motivi di salute non ha potuto prender parte alla manifestazione - ha rilevato il bilancio in attivo, nonostante i minimi fondi ministeriali, ed ha ricordato la direzione programmatica, molto cara al Bosetti. Questo Teatro, infatti, si caratterizza per un’impostazione principalmente prosastica, di parola, che pone al centro l’attore e lo ripresenta attraverso autori di punta quali Pirandello in due testi classici: "Il giuoco delle parti" di Egisto Marcucci ed Elisabetta Courir e "Sei personaggi in cerca d’autore" regia di Bosetti e Goldoni con "La locandiera" di Elena Bucci e Marco Sgrosso. Il percorso di autori del passato che parlano al presente si anima ancora con lo shakespeariano "Molto rumore per nulla" rivisitato da Gabriele Lavia con un taglio fresco sia rispetto al testo sia con l’utilizzo di una compagnia giovane e affiatata e con la commedia esistenzialista cechoviana "Platonov", impersonato da Alessandro Haber con la regia di Nanni Garella. Nuova produzione rilevante e fortemente voluta dal direttore artistico, in campo in prima persona e come attore e come regista, è "L’attore" di Mario Soldati, liberamente adattato da Tullio Kezich e Alessandra Levantesi. Una scelta che esalta il solco della tradizione degli scrittori e autori italiani, volutamente portati in scena, ponendo uno sguardo affascinato e incuriosito verso un ritratto autentico dell’attore, tratteggiato da uno scrittore sottovalutato. La contemporaneità è portata in scena dalle pièces: "Mistero buffo" di Dario Fo; "La professione della signora Warren" di G. B. Shaw, regia di Marco Bernardi; "Ragazze" di Lella Costa, diretta da Giorgio Gallione, la quale, a detta di Riccardo Pastorello, pur mettendo in scena il conflitto tra i due sessi da una posizione femminista, non inaridisce l’animo dello spettatore grazie all’eleganza con cui umoristicamente viaggia con Euridice e le altre, supportata da Shakespeare, Eliot e Calvino. "La commedia di Candido" di Stefano Massari, con la regia di Sergio Fantoni, termina questo spazio drammaturgico con un’Ottavia Piccolo che «prende in giro il ‘700, i Padri del pensiero moderno con intelligenza, nel proprio intimo» (ndr intervento registico). Non potevano essere assenti Carlo Giuffrè e la tradizione napoletana, con la messa in scena de "I casi sono due" di Armando Curcio. Tale spettacolo chiuderà il calendario degli eventi teatrali per il 2009-2010. Gradito appuntamento per il pubblico affezionato è quello con il Balletto di Mosca rispettivamente 31/12/’09-01/01/’10 ne "Il lago dei cigni" e 2-3/01/’10 in "Coppelia", ma soprattutto un ritorno con uno spazio annuale dedicato alla danza dal 25 al 28 marzo con "Red passion", partecipazione straordinaria dell’etoile Luciana Savignano, accompagnata dal Balletto di Milano. Si cavalca il filone di diretta cooperazione con le scuole nei progetti TeatrOinMatematica e il viaggio nel pensiero della Grecia Antica. Il primo nasce da un’idea di Maria Eugenia D’Aquino: avvicinare da teatrante, con la consulenza scientifica e la cooperazione della sua compagnia, attraverso il linguaggio plurisemico del palcoscenico a un codice tecnico e formulare, qual è quello abitato da teoremi, geometrie e calcoli di probabilità. Il secondo, a cura di Massimo Loreto, dopo aver cavalcato i temi dei "grandi scontri" e dei "messaggeri", quest’anno con la partecipazione di Marina Bonfigli si rivivrà la psicologia della femminilità del tragico moderno Euripide. Un programma che non si discosta dalla peculiarità per cui in questi anni si è contraddistinto tale Teatro, in particolare pone l’accento sulla parola, il suo valore unico nell’affrontare le sfaccettature umane, e con essa chi la pronuncia, l’attore. La parola assume i panni di antico, moderno, contemporaneo, animato ("Pippi calze lunghe" di Fabrizio Angelini con supervisione di G. Proietti), della lingua operetta ("My fair Lady" di Corrado Abbati) così come di quella scientifica. Un’idea di teatro che seguendo spartiti autoriali dello spazio-palco – si pensi al solo Pirandello – e costruendone di nuovi, vuole colmare la denaturazione della parola a cui i mezzi di comunicazione, e non solo, hanno condotto. Maria Lucia Tangorra
12 / 06 / 2009
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