MILANO: LA TRAGICITA' SHAKESPEARIANA SOTTOPOSTA AL FILTRO DI TEMPI MODERNI Frammenti di due delle tragedie più conosciute e indicative di Shakespeare, "Amleto" e "Otello", danno il la al regista Omar Nedjari per una riscrittura drammaturgica contemporanea. La messa in scena sceglie volutamente di rompere la perfezione dell’originale, assemblando i pezzi – di qui il sottotitolo Shakespeare a pezzi - proprio come se fosse un’allucinazione o ancor più una visione onirica di un senso del tragico che oggi si è perso. «Nella nostra visione automaticamente la rappresentazione di quel tragico risulta sempre più vicino ad un comico» (ndr note di regia). Il sipario si apre su un Amleto (Alessandro Lussiana), legato a una cannula da cui ci piace pensare possa ricevere linfa di vita, sottratagli dal marcio presente in Danimarca. Egli si dimena in carrozzella in preda a voci fantasmatiche, ridondanti dei suoni del passato (ndr Carmelo Bene, Zeffirelli e Gassman). Figurano e si dipanano su corde comico-farsesche Polonio (Fabio Sarti), Rosencrantz (Emilio Zanetti) e Guildernstern (Filippo Barberis), questi ultimi due, come gatto e volpe, scanzonano il povero Amleto, dipinto come un prigioniero e della propria mente e della propria terra. Ofelia (Valeria Perdonò) risponde al ritratto originario della figlia che si sottopone al progetto del padre con un accento spiccatamente melodrammatico ed inconsapevole pedina di una trama cinica e folle. "Amleto" inscatolato in venti minuti con una chiave nuova, una riscrittura onirica, che fa da fil rouge con l’"Otello". Lussiana rende i due characteurs con una pazzia di fondo, con la capacità di differenziare la prima per la sua finzione agli occhi della corte, la seconda per la cecità della gelosia. La rappresentazione dell’"Otello" (nella foto una scena) è molto particolare, sempre nel rispetto delle linee narrative shakespeariane. La direzione artistica ha puntato al tòpos Otello = la bestia di Venezia. La resa del gruppo di uomini incappucciati - Brabanzio/Montano (Fabio Sarti), Doge/Roderigo (Filippo Barberis), Cassio (Enrico Ballardini) – che irrompe sulla scena, cui si associa Emilia (Valeria Perdonò) sembra voler suggerire l’immagine di un branco di bestie feroci, comandate dal Moro e allo stesso tempo pronte a obbedire alla legge della giungla. Le scene (Alice de Bortoli – Edoardo Arcuri) costituite da gabbie, funzionali agli sviluppi della vicenda, aiutano a creare un’atmosfera animalesca. Interessante la lettura del personaggio di Desdemona, restituita dall’interprete Silvia Pernarella, non solo nella sua classica veste innamorata, ma con un piglio peculiare di lucidità, forte della sua fedeltà nonostante le accuse di tradimento. Degno di nota il piacevole intermezzo tra le due tragedie: "Romeo e Giulietta" contaminati da "Fermo/Renzo e Lucia" in una rilettura parossistica. Bisogna riconoscere come un gruppo di giovani artisti sia riuscito a dar corpo a parole rielaborate da un classico, in un tempo in cui i nuovi testi, originali, son pochi e le operazioni che si vogliono discostare dall’originale, il più delle volte lo dissacrano. Il regista-drammaturgo ha deciso di chiudere entrambe le pièces nel buio del silenzio; non ha operato la medesima scelta rispetto ai tagli del FUS. E’ stato letto il comunicato per i diritti dei lavoratori dello spettacolo, chiamandoci in causa in prima persona in veste di spettatori. Lo scrittore elisabettiano pone sulle labbra di Mercuzio la natura dei sogni, «che sono figli di un cervello pigro, generati da null’altro se non da un vano fantasticare, e d’una sostanza imponderabile quanto l’aria». Le immaginazioni che ognuno di noi vive nel proprio intimo, hanno un volto, un corpo, una voce e un luogo grazie al dignitoso lavoro dei lavoratori dello spettacolo. Senza queste figure professionali, dietro cui ci sono delle persone, anche sulla nostra vita calerebbe il sipario del «[…]non dirò più una parola». ("Othello, la bestia di Venezia" testo di Omar Nedjari ispirato all’"Otello" di Shakespeare).
Teatro Verga, Milano – 29 luglio 2009 Maria Lucia Tangorra
04 / 08 / 2009
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