Milano: si fa esperienza della vita tangibile sotto la guida della fantasia Darwin...tra le nuvole;
Testo di: Stefano de Luca, G. Giorello e L. Boschi;
Regia: Stefano de Luca;
Cast: Silvia Pernarella (nella foto), Clio Cipolletta, Andrea Luini, Gabriele Falsetta, Andrea Germani;
«Ti ho detto che voglio conoscere il signor Darwin!» - così esordisce Silvia/Miss Mollie (Silvia Pernarella, nella foto di scena di Attilio Marasco), giornalista in erba, rivolgendosi a Clio/Miss Nellie (Clio Cipolletta), disegnatrice. Un prologo in cui si mette a nudo il meccanismo del teatro come macchina del tempo e l'inclinazione umana verso la conoscenza. La pièce "Darwin...tra le nuvole" di Stefano de Luca si pone come un Beagle teatrante dei nostri giorni e conduce lo spettatore alla scoperta del Darwin ragazzo (Andrea Luini), cancellando per un'ora e venti dalla nostra mente l'iconografia dello scienziato barbuto e serioso che ci è stata tramandata. Lo spettacolo, ideato in occasione del bicentenario della nascita di Darwin (1809-82), è tornato nella nuova stagione a calcare il palco del Teatro Studio, dopo aver meritatamente viaggiato in tournèe per Mosca e Lisbona. Nato dal connubio tra l'arte performativa – il regista Stefano de Luca – con quella figurativa – il disegnatore Luca Boschi – e la scienza – l'epistemologo Giulio Giorello – si è ottenuta come risultante l'incontro tra due mondi, apparentemente distanti, ma accomunati dal motore della conoscenza. Il teatro si rivela nella sua peculiarità come unico mezzo in grado di fare un salto indietro nel tempo di duecento anni, trasportando Silvia, Clio e il pubblico lungo le rotte toccate dal brigantino HMS Beagle (dal 27 dicembre 1831 al 2ottobre 1836 ndr), fase della vita in cui lo scienziato ebbe quelle intuizioni che daranno forma alle sue teorie rivoluzionarie. Ad ogni stazione di viaggio corrisponde una folgorazione: la lotta per la sopravvivenza (il combattimento tra una vespa Pepsys e un ragno Lycosa in Brasile), il tempo profondo (i fossili sulle Ande), le specie si evolvono e la discendenza da un ceppo comune (gli abitatori della Terra del Fuoco). L'origine di questo atteggiamento virginale di fronte alla realtà sembra essere l'infanzia, sin da allora il piccolo Darwin ricercava il mistero nelle piccole cose a partire dagli scarafaggi, dalle pietre. Un sognatore "suonato" anche a ventidue anni quando compie l'avventura intorno al mondo. Emerge chiarissima la caratteristica dello scienziato: domandarsi il perché delle cose, cercando di darsi delle risposte. «Gli scienziati, un po' come i bambini, si chiedono sempre il "perché?", non fermandosi a ciò che appare e tanto meno a quello che gli si propina come spiegazione, ma cerca con curiosità ed osservazione una propria verità; anche l'attore entra, con una propria strada, in empatia con la natura degli elementi e della persona. La rappresentazione si rivolge principalmente ad un pubblico di giovanissimi, ma con tono leggero e professionale, tocca anche genitori e adulti accorsi alla visione. L'uomo Charles dimostra di essere aperto al diverso, alla varietà che lo circonda proprio come un bambino guarda con meraviglia tutto ciò esiste. Attraverso la vita del naturalista si fa esperienza del sapore della conoscenza con gli occhi dei teatranti, che ci invitano ad un modus vivendi. «Lo studio e la ricerca della verità e della bellezza rappresentano una sfera di attività in cui è permesso di rimanere bambini per tutta la vita» (A. Einstein). L'attrice Silvia Pernarella traghetta con carisma ed entusiasmo non solo la sua compagna di peripezie Clio, ma anche i presenti; tutta la compagnia diverte - in particolare i piccoli ridono per il buffo marinaio Taylor (Andrea Germani), un novello Spugna disneyano - ed istruisce costruendo la scena ed i luoghi di approdo così come lo scienziato elaborò le sue teorie. Coadiuva il tutto l'uso attento dell'immagine (i disegni del fumettista Luca Boschi),combinato con l'azione scenica, sotto forma di gioco fa digerire le nozioni scientifiche, oltre al rendere possibile l'ambientazione delle tappe (esempio tra tutti il tratteggiarsi dell'impresa cartografica). Quinto personaggio sono i piccoli in platea, parte della scenografia, interagiscono con i giovani attori e restituiscono quel richiamo all'innocenza dello sguardo. Una pièce fresca fa da contraltare all'offerta stereotipata che troppo spesso ci viene ormai propinata, richiamandoci ed educandoci all'incanto della meraviglia di fronte al reale e all'altro. «Stupirsi delle cose è tenere sgranati gli occhi sul reale e vedere le cose come per la prima volta, nel miracolo del loro esserci e della loro forma.» (Heidegger)
Teatro Studio (Piccolo Teatro) – Milano, 29 novembre 2009
Maria Lucia Tangorra
Lo spettacolo riprenderà la tournèe in Italia nell'aprile 2010:
1-13 aprile 2010: Piacenza
14-15 aprile 2010: Casalecchio (Bo)
18-19 aprile 2010: Como
20-23 aprile 2010: Modena
08 / 12 / 2009
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