Mostra: ''La camera segreta'' di Cecilia Capuana presso lo Spazio Tadini di Milano Cecilia Capuana nel suo percorso artistico, di notevole abilità tecnica, gioca da sempre sul corpo, su parte del corpo e sugli oggetti che diventano sostitutivi del sè. Feticci? Guanti di lattice e tacchi a spillo, ciotole e caffettiere. Nel suo studio si trovano dal ritratto di Gandhi raccontato anche attraverso gli oggetti che appartengono alla sua vita, fino al nudo femmilile che alimenta l'immaginario feticista. "Dattilografi gangsters, poeti, poliziotti, torturatori e vittime, sognatori, tramvieri, tutti possono entrare e uscire liberamente da questa bella casa dalle stanze multiple...e da qualche parte, alla curva di un corridoio, la camera segreta chiamata Cecilia" scrisse di lei Moebius. Mentre Emilio Tadini le scrisse: "Sembra quasi che ciascuna di queste parti del corpo si mostri nello spazio della pittura - e nello spazio del nostro immaginario - ostentando una separazione. Ostentando la propria riduzione a frammento. In qualche modo, ostentando addirittura la propria autonomia. E' quasi come se in ogni parte di questo corpo dipinto fosse costretto a mostrarsi 'nell'atto' di ignorare la presenza di tutte le altre. Figura di un corpo che la pittura ha smembrato. Figura di un corpo che nel nostro immaginario e nel nostro simbolico, non sta più 'insieme'. Ma anche figura di una vita che si dà, risorgendo, nonostante tutto, in ogni frammento. Che cos'è che tiene in vita questi frammenti che gli impedisce di disperdersi nel vuoto dell'insensatezza? Forse, è la forza della pittura. O forse, a tenere in vita questi frammenti è, paradossalmente, la violenza di quella stessa pittura che questo corpo sembra averlo smembrato, diviso, fatto a pezzi. A proposito. (A proposito di quella parola 'violenza', voglio dire). Forse a tenere in vita questi frammenti è il desiderio che sospinge la pittura. E allora: corpo della pittura. (Nei due sensi della preposizione, naturalmente. Nel senso di "corpo in cui si manifesta lei, la pittura". E, insieme, nel senso di "corpo dato in possesso alla pittura, corpo posseduto dalla pittura"). Nella mostra milanese saranno esposte circa 20 opere e alcune tavole dei fumetti che hanno reso celebre Cecilia Capuana.
Dal 15 Dicembre 2009 al 15 Gennaio 2010 - Spazio Tadini, via Jommelli, 24 - Roma
Inaugurazione: 15 Dicembre ore 18,30
Per informazioni: www.spaziotadini.it
11 / 12 / 2009
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