Mostra: ''Please Me Fashion - Fluttuazione fra arte e moda'' a Sabbioneta (MN)
Nel cuore di Sabbioneta, splendida "città ideale" rinascimentale, le sontuose sale del Palazzo Ducale di Vespasiano Gonzaga ospitano tra giugno e luglio una grande mostra d’arte contemporanea, ispirata ad un taglio critico estremamente originale e coinvolgente.
Un composito e agguerrito team curatoriale ha assemblato e messo a confronto opere di sessanta artisti e fashion designer italiani e internazionali – dall’Austria agli Stati Uniti, dalla Svezia alla Russia, dal Belgio al Brasile – per comporre un panorama del tutto sorprendente di quei territori creativi dove Arte e Moda convergono e si sovrappongono.
Abiti-scultura, installazioni, video, dipinti, sequenze fotografiche, sculture, oggetti di design e da indossare: tutto concorre a formare una fantasmagoria lussureggiante di esplosive creatività, che tuttavia non si limita affatto a sorprendere ma è anche capace di suggerire numerosi spunti di riflessione circa l’estetica eclettica e simbolica del corpo e l’utilizzo critico dello sguardo sulla cultura della società odierna.
Il ricco percorso espositivo di PLEASE ME FASHION - fluttuazioni fra arte e moda, che si snoda nelle sale di entrambi i piani del Palazzo Ducale, è suddiviso in cinque sezioni tematiche:
- DE LUXE : Peccati ed espiazioni
- FASHION NOVELS : Il racconto vestito
- LE SARTORIE DI SADE : Gli inferni della vanità
- FASHION INTELLECTUALS : Fantasie di un’arte ibrida
- FASHIONABLE TECH : Oltre la moda prossima ventura
DE LUXE: peccati ed espiazioni offre una prima riflessione pirotecnica sui brand del lusso e sul loro attuale desiderio - e sovente capacità - di mimetizzarsi quali prodotti artistici, così rimescolando le carte tra l'estetica del lusso, le voluttà dell'estetica e i lussi della voluttà. Ma con calma, come sarebbe piaciuto al poeta Baudelaire.
LE SARTORIE DI SADE: gli inferni della vanità riflette sulla componente costrittiva del fashion che irride i limiti dell’ergonomia. Arte e moda sembrano qui volersi prendere a braccetto per sostenersi a vicenda e trovare il coraggio di entrare in quegli universi bizzarri che molto avevano affascinato i surrealisti. Il noto adagio popolare "per bellire bisogna soffrire" è stato recentemente rilanciato con successo dal brand di calzature di lusso Gianmarco Lorenzi, sovrano assoluto degli stiletti vertiginosi, attraverso lo slogan "le donne preferiscono stare a tacchi alti all’inferno… piuttosto che a scarpe piatte in paradiso". Nelle sartorie di Sade è il fashion dell’eccesso a trionfare: Arte e Moda si avvinghiano per raccontare, col sorriso sulle labbra, di laici, vanitosi e immaginifici cilici "de luxe".
FASHION NOVELS: il racconto vestito affronta le urgenze narrative dell'arte di moda. La fotografia, da sempre ancella della moda, di recente si è fatta protagonista di uno strano fenomeno. Le riviste di settore più affermate si sono riempite di immagini che suggeriscono storie impalpabili ove il capo di abbigliamento non ha più necessità di essere ritratto vividamente e dove trionfa la sperimentazione concettuale, non diversamente da quanto con analogo "gusto estetico" avviene sulle pareti delle gallerie d’arte, e persino nella cosiddetta pittura narrativa. Arte e Moda, in queste produzioni di pittori narrativi e di fotografi emergenti e dirompenti, si inseguono generando un cortocircuito culturale di grande fascino, eppur capace di produrre anche quesiti sociali.
FASHION INTELLECTUALS: fantasie di un’arte ibrida entra nelle stanze più segrete del tête-à-tête Art & Fashion, là dove la moda, liberata dalla pesantezza totalizzante dei codici e dei simboli tradizionali, si intreccia con le arti visive più sperimentali acquisendo il nuovo statuto di "oggetto culturale", mentre le arti visive, intrecciando il fashion design creano a loro volta oggetti culturali, affascinanti eppur improbabili e stranianti. Viene così a definirsi un universo di sconfinamento ove trionfa la metamorfosi, l’ibridazione, l’elucubrazione concettuale, la crossmedialità e il dialogismo intertestuale. Tutto può imprevedibilmente mutare di segno e di statuto, gli abiti possono diventare impalpabili creazioni di carta, impregnarsi di paralizzanti resine e farsi sculture, dove gesti banalmente quotidiani come l’abbigliarsi si attrezzano per lasciare la consuetudine e trasformarsi in performance e video arte.
FASHIONABLE TECH: oltre la moda prossima ventura prevede una simulazione del futuro ove il fashion style è componente strategica per immaginare il milieu cosmopolita e tecnologico che ci attende. La sezione descrive ciò che potrebbe accadere tra pochi anni e immagina, attraverso le intuizioni e le suggestioni provenienti da alcuni artisti-tecnologi contemporanei, un sistema moda ampiamente creolizzato.
Nel suo complesso, PLEASE ME FASHION - fluttuazioni fra arte e moda raccoglie 200 originalissime opere pittoriche, grafiche, fotografiche, scultoree, oggettuali, installative e video, realizzate da 62 artisti europei e americani contemporanei, in prevalenza giovani, offrendo in tal modo numerose testimonianze di un presente capace di disvelarsi più vicino al futuro che al passato.
Più in dettaglio, fra gli artisti in mostra si fa subito notare la presenza di un nucleo di nomi affermati a livello internazionale, dall’italiana Benedetta Bonichi al chicagoano Nick Cave, dal nippo-brasiliano Jum Nakao al belga Paul Schietekat, dalla austro-slovacca Saša Makarová ai naturalizzati statunitensi Faiyaz Jafri e Louisa Dvorak, fino al nome più di lusso delle calzature Gianmarco Lorenzi e al brand di Sandro Ferrone. Vi è poi un nucleo consistente di artisti e professionisti dell’immagine già molto apprezzati anche fuori dalla Penisola: Tea Giobbio, Daniela Comani che opera a Berlino, l'eclettico Massimo Giacon, Mariuccia Pisani che vive e opera a New York, Giovanna Torresin, la stilista degli abiti di carta Caterina Crepax, il pittore-illustratore Franco Matticchio, Corrado Dalcò che vive e lavora a Londra, gli scultori Girolamo Ciulla e Paolo Cassarà... E vi sono artisti anagraficamente giovani ma che già hanno saputo guadagnarsi la ribalta internazionale, come Carlotta Actis Barone (qui presente con un lavoro nato in collaborazione con Grayson Perry), e che nei loro ambiti particolari sono diventati vere celebrità, come la stilista e fotografa russa Aleksandra Zaharova, il fotografo svedese Knotan, la sperimentale designer olandese Marloes ten Bhömer. Molti di questi artisti internazionali non hanno mai esposto in Italia e ciò costituisce senza dubbio un'attrattiva in più per gli appassionati d’arte. Infine non va dimenticato il nucleo di bravissimi artisti giovani/emergenti, ricchi di idee, che costituisce una buona metà dei nomi selezionati. Questi contribuiscono in maniera straordinariamente efficace, e niente affatto subalterna rispetto ai colleghi più conosciuti, alla riuscita del racconto espositivo.
La mostra rientra nelle manifestazioni del SABBIONETA ART FESTIVAL: temi, tendenze e nuove generazioni nelle arti contemporanee organizzato dal Centro Studi Giovanile "ERMES" sotto la direzione generale di Matteo Fazzi.
Dal 6 Giugno al 18 Luglio 2010 - Palazzo Ducale, Sabbioneta (MN)
portale di Federico Pontiero (TS)
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