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Nell'ambito di LET e del Teatro OFF in scena LUPARELLA OVVERO FOTO DI BORDELLO CON NANA'


Lo spettacolo è inserito nel programma LET - Liberi Esperimenti Teatrali;

Recensione di Giusi Potenza;

Le regole del gioco dell'amore mercenario in una casa di tolleranza e i lampi di un tragico episodio di sesso, sangue, perversione e maternità. Ricordi che sgorgano come inarrestabili cascate dal racconto solitario dell’unico personaggio in scena: Nanà, serva/o bambina/o nel bordello della prostituta Luparella, ha l'emozione delle creature disperate e l'epica forza di divinità sotterranee. Interpretata da un bravo e convincente Luigi Iacuzio Nanà racconta, e raccontando rivive, creando tutt'intorno visioni che s'intersecano e s'accumulano, ritrova tenere delusioni di fanciulla, dolci ingenuità dell’inesperienza, perversi incontri d'adolescente. Nanà una voce strampalata e grottesca da epopea degli Ultimi. Nanà come una "schiava tra le schiave vendute" al triste mercato degli spiriti e della carne. Nanà, rimasta sola, decide questa volta di non stare a guardare ma reagisce spinta dalla forza della disperazione, è un prigioniero schernito, ma non per questo passivo o rassegnato alle stragi efferate della storia.
Un mirabile testo di Enzo Moscato, vero e proprio atto d’accusa, una condanna verso la guerra che culmina in un episodio di violenza necrofila quando un soldato nazista abusa del cadavere della prostituta, perché in cerca occasionale d'amore, o forse, d'ulteriore, occasionale sopraffazione a danno di indifesi, Luparella nasce da un breve racconto di Moscato dell'’82. Non c’è musica né colonna sonora nella regia quasi asettica, un allestimento semplice e lineare, ma curato ed equilibrato di Francesco Menconi, c’è però una lingua che è suono e significato. Il dialetto dell’autore è una lingua viva e forte, concreta e inventata, una Babele di suoni nati da una Napoli desolata e avvilita, millenario crocevia di culture, fatta di cantilene, urli, sussurri, preghiere, filastrocche e canzoni. "Luparella", narra, ai tempi dell'occupazione nazista della città, la vicenda di una prostituta morta di parto in un bordello e stuprata da un soldato tedesco durante la terribile agonia. E poi il tedesco, la lingua dell'occupante, storpiata, azzannata, diventa anch'essa materia incandescente, un'arma usata con compiacenza e con disprezzo: suoni che ritmano con dolore vite affaticate dal vivere. E ancora di più la lingua di Moscato, qui diventa sintesi teatrale di una napoletanità sottoposta al degrado del potere e della storia che cerca un insopprimibile riscatto. Riscatto che Nanà, il/la ragazzina/vecchia, serva addetta ai lavori più umili del bordello, troverà nel colpo di forbici sferrato al soldato stupratore anche simbolo di ogni sofferenza, assassinio, brutalità subita dal popolo nelle 4 giornate del settembre del '43. La candida Nanà è interpretata in modo molto efficace da un intenso Luigi Iacuzio che ne fa un ritratto profondo e riflessivo mantenendone l’animo semplice, che presta servizio in un bordello in cui vive anche Luparella, prostituta non più giovane e avvilita dal mestiere. La prima diventerà suo malgrado testimone della tragedia della seconda che morirà dando alla luce il primo figlio. È Nanà a evocare in scena Luparella e sarà lei a prendersi le responsabilità degli eventi, a farsi artefice violenta d'un delitto, una sorta di catarsi, improvvisa e sanguinaria, attuata a difesa di una vittima, di qualcuno più soggetto e più debole di lei. Luparella è invece un'anima nera che diventa martire attraverso il travaglio e le umiliazioni, consumata dalle malattie e dalle paure, puro fantasma, evocazione di memoria la vediamo lì quasi materializzarsi fisicamente, grazie alla verità interpretativa di Iacuzio, sofferente ma con dignità e orgoglio. Il racconto si trasforma così in una testimonianza dura e cinica espressa senza mezzi termini e censure dal linguaggio tagliente di Moscato, arricchito da termini dialettali arcaici.

Lo spettacolo resta in scena al Cometa Off di Roma, fino a Venerdì 20 Febbraio 2009

Per informazioni sul programma LET, consultare il sito www.cometa.org/off/

20 / 02 / 2009



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