Nino Buonocore tra inediti e jazz al Delle Palme di Napoli 
Una serata tra amici, come l’ha definita lo stesso Nino Buonocore, per testare canzoni non ancora incise e vecchi successi riarrangiati in chiave jazz. Parafrasando una sua nota canzone, si può tranquillamente affermare che “il tempo non lo ha cambiato”, questo cinquantenne cantautore partenopeo. Ha saputo dare vita ad una piacevolissima serata nella cornice del teatro Delle Palme di Napoli allietando il pubblico con le sue raffinate e ricercate melodie insieme al suo sestetto composto da tutti ottimi strumentisti: Antonio Fresa al pianoforte, Vittorio Riva alla batteria, Stefano Jorio al violoncello, Pericle Odierna ai fiati, Antonio De Luise al contrabbasso e Carmine Bruno alle percussioni. E poi c’è lui, Nino Buonocore alle chitarre e con la sua voce delicata, a tratti emozionata e sovrastata dalla musica. L’emozione c’è sempre quando suona nella sua città, lui che è uomo discreto e misurato, lontano dai clamori dello spettacolo (“non mi piace la televisione, odio i programmi come X-Factor” ha dichiarato tra una canzone e un’altra), che spesso fa parlare solo le sue canzoni. Il culmine della notorietà l’ha raggiunto tra gli anni ’80 e ’90, dopodichè ha saputo diventare un musicista “adulto” con la svolta del 2001 che l’ha visto intraprendere con decisione la strada del jazz di qualità e abbandonare progressivamente quella del pop scala-classifiche. Il suo pubblico ha accolto bene questa sua nuova scelta musicale e ne ha ben donde, vista la buona musica che sta originando, meno attenta alle vendite e più mirata alla sperimentazione raffinata. Le circa settecento persone presenti si sono immerse nell’atmosfera intima del buon jazz, intervallato dai racconti di vita vissuta e dalle riflessioni ad alta voce di Nino. Nel momento in cui ha ricordato le lontane vacanze estive trascorse a Mondragone con la sua famiglia ed ha srotolato un tappeto di note suggestive è sembrato di essere tutti lì in fila indiana sulla strada verso la spiaggia. Ciò a testimonianza della straordinaria capacità della sua musica di evocare e far vivere a chi l’ascolta le situazioni ed emozioni che intende trasmettere. In tutto alla fine saranno venticinque brani, tra gustosi inediti (uno su tutti, “Tienimi stretto”) e pezzi riarrangiati con sapienza e maturità musicale. Viene spontaneo canticchiare successi come “Rosanna”, “Scrivimi”, “Il mandorlo”, “Abitudini”, “Solo un po’ di paura”, ma sempre sottovoce, con la stessa discrezione che contraddistingue Nino, stando attenti a non sopraffare “nemmeno per un momento” (altra citazione, questa volta involontaria, di un suo pezzo del 1998) la sua voce e le emozioni che sa regalare.
(Cristiano Esposito)
Napoli, teatro Delle Palme - 22 Gennaio 2009
24 / 01 / 2009
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