Orbite danzanti nello “stupore” di Simona Bertozzi

Urto/Azioni per Wonder(L)and è il progetto di ricerca curato dall'Ass. Cult. Nexus diretta da Simona Bertozzi, che ha debuttato al Festival CORPOGRAFIE 2017 dopo una settimana di residenza negli spazi dell'ACS Abruzzo Circuito Spettacolo con sede a Teramo. Sul tema dello stupore e della meraviglia la pièce coreografica ha costruito una raffinata danza di corpi in continuo disequilibrio, impegnati a intrecciare movimenti fluidi e armonici in dissonanza a soluzioni destabilizzanti e decentrati. Simona Bertozzi, autrice e coreografa di questo progetto, ha condotto i danzatori ad esplorare orbite dinamiche che un corpo in movimento traccia nello spazio tirando al massimo le tensioni, gli allungamenti e le torsioni, specie negli intrecci a tre, dove le infinite combinazioni emerse inanellano composizioni sbilanciate ma di singolare intensità. Una luce tenue e suoni primordiali avvolgono questa stupefacente danza trasformando la scena in un campo magnetico di forze tirate allo stremo. Questi continui ''off balance'' solleticano lo sguardo dello spettatore a seguire i minimi spostamenti dei danzatori e a riposizionarlo ogni volta che l'azione danzata ritrova il proprio assetto.

Giulia Leone e Simonetta D'Intino con immagini e parole ci restituiscono il senso di Urto/Azioni per Wonder(L)and.

Il fenomeno magnetico dei corpi, lo scambio all'interno dello stesso circuito, le forze che si stabiliscono nei diversi percorsi sono alla base di un ininterrotto moto energetico che spinge i corpi stessi alla ricerca perenne di continue soluzioni che non sembrano mai condurre ad un epilogo. Un concetto puramente fisico che si trasforma prontamente in un concetto filosofico e che già Aristotele considerava alla base dell'idea della meraviglia:

''Tutti gli uomini per natura tendono al sapere''.

Poco oltre, egli precisa che gli uomini ''cominciano a ricercare il sapere a causa della meraviglia''. Ma la meraviglia è anche consapevolezza della propria ignoranza e pertanto desiderio di sottrarsene e volontà di ricerca di nuovo sapere, in un eterno circolo privo di soluzioni.

Una performance quella della Bertozzi, dunque, che si fa portavoce di tematiche fisiche e filosofiche veicolate tramite la meccanica di corpi in movimento.

Simonetta D'Intino

''Ciò che osserviamo come corpi e forze materiali non sono altro che forme e variazioni della struttura dello spazio'' (Erwin Schrodinger)

Lo smarrimento volontario e deliberato dell'equilibrio, l'abbandono di una forma definita, la rottura di strutture ordinate e il meraviglioso precipitare verso la formazione di nuovi precari equilibri, di nuove configurazioni labili e sensate. La ricerca di Simona Bertozzi attraverso i corpi e la partecipazione dei danzatori Elisabetta Bonfà, Orlando Izzo, Angelo Petracca invita lo spettatore ad abbandonare la tranquillità dell'equilibrio, di un'armonia statica, per seguire idealmente i danzatori nella stupefacente scoperta di quella somma di instabilità che dà vita ad una ridefinizione dello spazio in conformazioni sorprendentemente organiche.

Un lavoro ancora in nuce, ma ricco di spunti e di rinvii filosofici e scientifici interessanti: dalla concezione aristotelica della meraviglia alla teoria della catastrofe e della morfogenesi di René Thom, dal moto dei pianeti al fenomeno del magnetismo, alla teoria della risonanza morfica di Rupert Sheldrake.

Giulia Leone

21 / 09 / 2017

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