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ORIENTE OCCIDENTE - Festival di Danza Contemporanea a Rovereto, Trento e Valle di Sella


Verso Levante alla scoperta della Cindia

Cina e India protagoniste dell’edizione 2008 di Oriente Occidente A Rovereto, Trento e Valle di Sella dal 4 al 14 settembre

Si sposta decisamente a Est, quest’anno, lo sguardo di uno tra i più importanti Festival europei di danza, da ventott’anni crocevia delle tendenze culturali contemporanee. Al centro delle proposte di Oriente Occidente sarà, infatti, l’universo Cindia, ovvero Cina e India, i paesi che si affacciano oggi sulla scena mondiale rivoluzionando con la loro grande carica rapporti economici, politici e culturali. Veri e propri protagonisti dei nuovi equilibri tra nazioni e continenti, sono anche depositari di un vivace e inusuale movimento creativo che attraversa tutti i campi della produzione culturale trovando soluzioni originali e inattese nel dialogo fra tradizioni ancestrali e contemporaneità. Un nuovo soffio vitale, una fonte di innovazione e ispirazione anche per l’Occidente che il Festival, da sempre attento ai temi della multiculturalità, del linguaggio del corpo e del contemporaneo non poteva non indagare. Ad arricchire il programma anche la presenza di alcune tra le produzioni di danza più interessanti della scena del Vecchio e Nuovo Continente, spettacoli firmati da artisti occidentali creati all’interno di un dialogo aperto al meticciato della nostra epoca, progetti speciali calati nella natura grazie alla collaborazione con Arte Sella, laboratori creativi e stage, Happy Dance dedicato alle compagnie e scuole di danza trentine oltre a due grandi novità: gli incontri de “L’Altro in Dialogo” e “Danz’è”, il concorso coreografico Città di Rovereto.

Il denso programma 2008 si apre con una coproduzione di Oriente Occidente e della Provincia Autonoma di Trento firmata da Monica Casadei, artista fortemente interessata al confronto tra culture che, dopo essersi confrontata con paesi stranieri quali Brasile (2005), Cuba (2006), Messico (2007), ora propone Codice India. Ineffabile stato di grazia (4 settembre), creazione nutrita di danza indiana, dal Bharata Natyam all’arte marziale Kalarippayattu. Da Taiwan, approda invece al Festival, la coreografa Lee-Chen Lin che assieme alla sua compagnia, Legend Lin Dance Theatre, dà forma e vita a spettacoli che mantengono viva la memoria dei rituali religiosi e delle antiche cerimonie del suo paese come è in Miroirs de Vie, il 5 settembre, ispirato a una cerimonia daoista sul culto dei morti.

Il pianeta Cina si lega alla presenza del Beijing Dance/LDTX (6 settembre), compagnia fondata nel 2005 come gruppo indipendente dal governo, da Willy Tsao e da Li Hanzhong. A Rovereto portano in scena The Cold Dagger, dove è possibile apprezzare la tecnica agguerrita e lo stile nitido di questo gruppo, e All River Red (Rite of Spring), rivisitazione sospesa tra Oriente e Occidente della Sagra della Primavera di Stravinskij, ideata a quattro mani da Lin Hanzhong e Ma Bo, giovane gruppo di Pechino. Willy Tsao, artista formatosi negli anni Settanta, è fondatore anche della City Contemporary Dance Company di Hong Kong. compagnia anch’essa presente al Festival, il 12 settembre, con un lavoro che già nel titolo, 365 Ways of Doing and Undoing Orientalism trasmette l’idea del viaggio, in essa contenuto, tra interrogativi, spunti, riflessioni dell’identità orientale. Willy Tsao, questa volta insieme a Liu Qi, firma infine anche uno dei due spettacoli in prima nazionale con la Guangdong Modern Dance Company, altra compagnia di cui è direttore, giudicata dal New York Times “uno dei grandi successi della danza internazionale”. Il pezzo si intitola Heaven and Earth ed è presentato a Rovereto insieme a Sticks di Sang Jijia. Heaven and Earth si ispira a sette poemi scritti da autori delle dinastie pre-tang, tang e song.

L’India, altro grande tema di Oriente Occidente, sale prepotentemente in scena con lo spettacolo di Padmini Chettur, Pushed (7 settembre). La Chettur è una danzatrice indiana di grande presenza e personalità, formata nel Bharata Natyam ed ex artista nella Compagnia Chandralekha, e in Pushed percorre le sette emozioni teorizzate nella filosofia coreana: rancore, dolore, piacere, gioia, tristezza, amore e invidia. Al centro di altri spettacoli c’è il rapporto con la danza tradizionale. Come ad esempio nella parigina Isabelle Anna, al Festival con la compagnie Kaléïdans’scop, che dopo il Bharata Natyam scopre il Kathak e lo presenta a Rovereto grazie a quattro suoi pezzi nati in coproduzione con il Festival, I Speak Kathak, Toros, My Bolero e Trilogy. E ancora ecco l’Angika Dance Company, con base a Londra, che lavora sul vocabolario del Bharata Natyam rivedendolo secondo un approccio contemporaneo. A fondare il gruppo nel 1997 sono state le danzatrici e coreografe Mayuri Boonham e Subathra Subramaniam che l’8 settembre propongono Ether e Bhakti, spettacoli in prima nazionale tra tradizione indiana e danza contemporanea occidentale.

A completare il cartellone degli appuntamenti in teatro ecco D’Eux Sens del coreografo di origine algerina Abou Lagraa, ispirato all’arte del poeta, filosofo, matematico e astrologo persiano Omar Khayyam, del quale alcuni poemi saranno cantati in scena; un progetto speciale tra corpo e natura, coprodotto da Oriente Occidente e ArteSella, a cura della compagnia francese Retouramont che torna in Valle di Sella con il nuovo lavoro intitolato Présences désaccordées e Wim Vandekeybus, uno degli artisti del nord Europa più interessanti sul piano della danza contemporanea, che si presenta a Rovereto con Spiegel, uno spettacolo di un’ora e mezza dedicato alla danza e alla musica. Una chiusura Festival per risentire il graffio di una compagnia culto della danza contemporanea europea.

Il Festival Oriente Occidente vive anche fuori dai teatri e diventa occasione di approfondimento e incontro che parte dalla danza ma sa spingersi ben oltre come ad esempio fa nell’edizione 2008 con due grandi novità: gli incontri de “L’Altro in Dialogo” organizzati in tandem con la rivista Reset – Dialogues on Civilizations che portano a Rovereto personaggi come Renata Pisu, Lilli Gruber, Guido Martinotti e il concorso coreografico Città di Rovereto “Danz’è”, una finestra aperta sulle più interessanti e giovani espressioni della danza italiana. Ritornano poi i pomeriggi all’insegna delle migliori espressioni della danza trentina con Happy Dance, organizzati in collaborazione don la Federazione Scuole di Danza del Trentino, e gli stage e i laboratori creativi assieme a coreografi e danzatori di caratura internazionale. A tutto questo si aggiungono, infine, altri eventi che fanno dei temi della danza e dell’Oriente dei punti di partenza per percorsi creativi all’interno di altre espressioni artistiche come ad esempio nella performance Scala 1:18, nella mostra “Le città d’Oriente” e nella performance musicale di Daan, in Piazza del Grano.

Per informazioni: Tel 0464 431660 - festival@orienteoccidente.it - www.orienteoccidente.it - www.myspace.com/orienteoccidente

17 / 08 / 2008



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