Paolantoni e Paone tornano in scena con ''Uomo e galantuomo'' all’Acacia di Napoli Uomo e galantuomo;
Testo di: Eduardo De Filippo;
Regia: Armando Pugliese;
Cast: Francesco Paolantoni, Nando Paone, Mimmo Esposito, Tonino Taiuti, Susy Del Giudice, Giuseppe Mastrocinque, Fulvia Carotenuto, Patrizia Spinosi, Ciro Capuano, Federica Aiello, Antonio Fiorillo, Sergio Celoro;
Il fattore "doppia P" ha fatto ancora centro. Francesco Paolantoni e Nando Paone tornano in scena con un nuovo lavoro, dopo il successo di "Miseria e nobiltà" della passata stagione teatrale. Questa volta rispolverano la commedia "Uomo e galantuomo", scritta da un giovanissimo Eduardo De Filippo nel 1922 per il fratellastro Vincenzo Scarpetta. La regia è ancora di Armando Pugliese ed il risultato è sempre lo stesso, se non addirittura migliore: una fresca rilettura di un testo classico di un mostro sacro del teatro napoletano, affrontata con garbo, onestà e coraggio. Una farsa sulla pazzia, o presunta tale, piena di spunti irresistibilmente comici (uno su tutte, quello della lunga scena della prova teatrale di un dramma, che interrompe la narrazione ma diverte sempre tanto il pubblico con l’ormai proverbiale " ‘nzerra chella porta!"), tipica del periodo del "Teatro Umoristico I De Filippo". Testo metateatrale, un vero e proprio esempio di teatro nel teatro di pirandelliana memoria, accompagnato da un esilarante gioco di equivoci fino al conciliante finale. Paolantoni, nel pieno della sua maturità artistica, dopo il Felice Sciosciammocca di Totò si confronta brillantemente con un personaggio di Eduardo, facendolo suo senza cadere nella tentazione di scimmiottare l’illustrissimo predecessore, se non per qualche tipica espressione inevitabile. Dimostra ancora una volta di saper plasmare in base alle sue corde di attore comico anche personaggi classici temporalmente molto lontani da lui, cucendoseli addosso in modo perfetto, senza strafare. Il positivo effetto è corroborato dalle tante risate del pubblico, che ricorda con piacere le battute della commedia rimaste nell’immaginario collettivo, talvolta anticipandole, ed accettando di buon grado il Paolantoni interprete di Eduardo. La rappresentazione deve molto anche al bravissimo Nando Paone, ingabbiato però in un personaggio che gli permette poco di esprimere le sue peculiarità; ciò si verifica maggiormente nel secondo atto, quello in cui deve fingersi pazzo e lasciarsi andare alla pura eccentricità. Un plauso va anche all’ottimo Tonino Taiuti, brillante spalla nel ruolo del suggeritore della strampalata compagnia itinerante protagonista della commedia. Una rappresentazione che sfora le due ore senza farle avvertire al pubblico, che si diverte e ricorda con affetto e compiacimento il più grande drammaturgo italiano del Novecento insieme a Pirandello. Con gli illustri complimenti di Manlio Santanelli, che in camerino ringrazia Paolantoni e compagni per un esempio di teatro autentico, sano e divertente senza bisogno di volgarità.
Cristiano Esposito
Lo spettacolo resta in scena al teatro Acacia fino a domenica 24 gennaio 2009. Per info consultare il sito www.teatroacacia.it .
09 / 01 / 2010
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