Paolantoni e Paone tra miseria e nobiltà al Cilea di Napoli 
Recensione di Cristiano Esposito;
Da un anno a questa parte Francesco Paolantoni e Nando Paone portano in scena, in giro per l’Italia, la celebre commedia “Miseria e nobiltà” di Eduardo Scarpetta, riscuotendo un buon successo di pubblico e critica. Successo dovuto a molteplici fattori. In primis la freschezza del testo che, pur scritto nel 1888, rimane intatta grazie soprattutto alla sempre attuale dicotomia tra miseria e nobiltà, che origina situazioni a dir poco esilaranti. In secondo luogo, la felice scelta di Paolantoni e Paone per l’interpretazione dei protagonisti Felice e Pasquale. I due riescono a fare propri i personaggi, imprimendogli il proprio stile e la propria comicità senza però alterarne le caratteristiche originarie. Paolantoni, in particolare, non si lascia oscurare dalla scomoda ombra dell’immenso Totò, protagonista del film tratto dalla commedia nel 1954; riesce con disinvoltura a evitare ogni sorta di scimmiottamento ed a cucirsi addosso con originalità e grande capacità il personaggio di Felice Sciosciammocca. Poi c’è la sapiente regia di Armando Pugliese che dona fin dall’inizio un ritmo serrato alla rappresentazione, che scorre via piacevolmente. Oltre al riuscito lavoro di riattualizzazione linguistica c’è la riduzione dai tre atti di Scarpetta ai due di questo adattamento, volutamente molto più fedele alla commedia che non al film. Pugliese ha lasciato giustamente spazio anche al talento e alle improvvisazioni di Paolantoni a Paone, che dimostrano un buon affiatamento, e lo spettacolo ne ha certamente guadagnato. Il disegno luci di Gianni Netti ci accompagna nel primo atto, quello della miseria più totale, con un illuminazione fredda, che poi nel secondo atto, ambientato in casa dell’arricchito Gaetano Semmolone, diventa calda e dominata dal giallo. Si ride tanto e di gusto, nonostante le battute e le gag note ai più. Come d’altronde la trama. Felice e Pasquale, con le rispettive famiglie, vivono nella miseria e nella fame cercando di guadagnare qualche lira esercitando rispettivamente la professione di scrivano e salassatore. L’occasione di mettere qualcosa sotto ai denti si presenterà nel momento in cui gli verrà chiesto di fingersi nobili in casa del ricco Gaetano Semmolone. Ma la messa in scena non potrà reggere molto, il baratro tra miseria e nobiltà è impietoso e la verità salirà a galla in un riconciliante finale. Tentativo encomiabile di riproporre un classico della tradizione teatrale napoletana, attraverso un testo capace ancora oggi di far riflettere.
Napoli, Teatro Cilea – 12 febbraio 2009
Lo spettacolo resta in scena al Teatro Cilea di Napoli fino al 22 febbraio 2009, da giovedì a domenica.
Per informazioni consultare il sito www.teatrocileanapoli.it
16 / 02 / 2009
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