PECCATO CHE SIA UNA SGUALDRINA al Teatro Goldoni di Venezia 
Testo di: John Ford;
Regia: Luca De Fusco;
Cast: Gaia Aprea, Max Malatesta, Stefano Scandaletti, Anita Bartolucci, Alvia Reale, Giovanna Mangiù, Piergiorgio Fasolo, Matteo Mauri, Alberto Fasoli, Paolo Serra, Enzo Turrin;
«Ma chi me l’ha fatto fare a imbarcarmi in un’impresa così difficile e pericolosa con il rischio di fallire dove molti altri hanno fallito e con il rischio supplementare di apparire presuntuoso per il solo fatto di averla voluta tentare, un’impresa simile?». Molte volte mi sono rimproverato in questo modo a partire dallo scorso agosto, periodo in cui presi la decisione di raccogliere l’invito dell’Accademia Olimpica che immaginava un Ciclo del cinquecentenario palladiano composto dall’inevitabile Edipo e da un testo elisabettiano. Nell’ambito di questo repertorio veniva poi consigliato l’allestimento di Peccato che sia una sgualdrina di John Ford per rinverdire l’unica messa in scena italiana di questo capolavoro maledetto, che abbia lasciato positiva memoria di sé: quella di Roberto Guicciardini del 1974…. ….Il principale motivo di fascino del testo sta però nella sua enigmaticità. Mentre lo si legge ci si chiede continuamente quale sia il motivo di fondo che ha portato Ford a scrivere una storia così strana, una versione così “nera” di Romeo e Giulietta, che tocca i nervi scoperti di uno dei pochi tabù ancora vivi nella nostra società, quello dell’incesto, difficile da assorbire oggi e quindi ancora di più nella società inglese dell’epoca giacomiana.Studiando il testo mi sono convinto che alla base ci sia una struttura oscura, forse inconsapevole allo stesso autore, ma che si legge in filigrana in modo sottile e pregnante. Questa filigrana sta alla base del testo e gli fornisce la sua primaria identità. Alcuni segnali emergono a darci tracce del disegno. Il nome della governante di Annabella, Putana, che è dichiarato in italiano anche nel testo inglese, è troppo didascalico per essere casuale e fa intuire che ci troviamo dentro una pièce “a tesi” e non basata su un intreccio naturalistico che escluderebbe anche la programmatica “cattiveria” di quasi tutti i personaggi che circondano i protagonisti (da Vasques a Putana, da Soranzo a Ippolita... ..Con queste premesse partiamo per la nostra “impresa impossibile”, motivati da un’idea interpretativa del testo, che mi sembra non banale, e dal gusto per la sfida che è la vera risposta alla domanda iniziale: «Chi me l’ha fatto fare?». (Luca De Fusco).
Dal 4 al 9 Novembre 2008 - Teatro Goldoni, V. San Marco,4650 - Venezia.
Per informazioni: www.teatrostabileveneto.it
06 / 11 / 2008
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