Piazza Fontana: rifugio tombale di un amore Piazza Fontana, una storia d'amore;
Testo di: Paolo Trotti con contributi di Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Piero Colaprico, Eugenio Finardi,Letizia Russo;
Regia: Paolo Trotti;
Cast: Stefano Annoni e Chiara Verzola (nella foto);
In occasione del 40° anniversario della strage di Piazza Fontana, ArteVOX in collaborazione con Linguaggi Creativi ed alcuni artisti milanesi, ha allestito un progetto "per costruire la memoria": "Piazza Fontana, una storia d'amore". Tra le suggestive pareti della Sala "La Cavallerizza" del Teatro Litta non rimbomba il frastuono del tritolo, ma con l'eco di dolci versi da "Romeo e Giulietta" e note da "Albergo a ore", rivive l'atmosfera dell'autunno del 1969. Paolo Trotti decide di affrontare quel momento della Storia nazionale non dalla posizione di chi cerca i responsabili di quella che sarà definita "stagione del terrore", ma scrive e dirige una storia d'amore intercalata dall'aria che si respirava in quegli anni e determinata da quella morte omicida. Un uomo (Stefano Annoni) ed una donna (Chiara Verzola) qualunque, in una città apparentemente come le altre (nel mirino degli anarchici proprio perché centro economico), si incontrano e si innamorano in un tempo preciso: pochi giorni prima della carneficina alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. Danzano il charleston immersi fra cornici svuotate (in ricordo delle vittime dell'attentato ndr), inconsapevoli, si sfiorano con occhi da adolescenti e, fuggendo dallo sguardo dei rispettivi partner, si danno appuntamento a Piazza Fontana. In un posto che scriverà la Storia italiana, loro tracciano il cammino del loro amore, intrecciando il piano individuale a quello collettivo. Si toccano i temi di allora come il divorzio - non ancora visto di buon occhio-, l'emergere dei capelloni, la paura che tutto finisca come fosse una miccia pronta a spegnersi. Stefano Annoni e Chiara Verzola (nella foto di scena) alternano con fluidità l'interpretazione dei due amanti alla declamazione delle testimonianze di esponenti della cultura e della politica milanese (Alessandro Bertante, Gianni Cervetti, Eugenio Finardi, Piero Colaprico e Letizia Russo). La partitura drammaturgica fa attraversare allo spettatore tutti i volti della Paura, immedesimandoci ora nel timore dell'abbandono tra i due amanti ora nel tangibile tremore di coloro che c'erano venerdì 12 dicembre 1969. "Piazza Fontana, una storia d'amore" risulta un'idea meritevole perché parte dall'umano, dal sentimento – senza scadere nel sentimentalismo - ed avvicina i giovani di oggi agli avvenimenti di un'Italia che appare così lontana, ma di cui siamo, nel bene e nel male, figli. Si sceglie di non spettacolarizzare il politico, ma in punta di piedi, gli attori, guidati dal regista e coadiuvati dalle musiche (Tommaso Ferrarese) danno voce alla gente semplice che quel giorno è stata privata dell'innocenza. La verità del passato sembra essere stata sepolta con quelle vite strappate, rubate al Paese ed ai propri cari, ma l'amore è eterno e questo affresco ci trasmette l'illusione - o l'incanto – di poter valicare le porte della morte. «[...]l'ultimo viaggio l'han fatto da soli:/né fiori né gente, soltanto un furgone,/ma là dove stanno, staranno benone» (da "Albergo a ore" di Herbert Pagani).
Teatro Litta, Milano – 17 dicembre 2009
Maria Lucia Tangorra
31 / 12 / 2009
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