Pino Caruso interpreta Ignazio Buttitta al Teatro Biondo Stabile di Palermo 
Cast: Pino Caruso;
Musiche eseguite dal vivo dai Sun Dario Sulis (percussioni e voce) Diego Spitaleri (pianoforte) Alessandro Palacino (fiati)
Pino Caruso interpreta un concerto di poesia dedicato al grande poeta siciliano Ignazio Buttitta. Ignazio Buttitta (Bagheria 1899-1997) è stato uno dei più significativi poeti siciliani del ’900. Di modesta famiglia poté seguire gli studi solo fino alle elementari. Nel 1916 fu richiamato alle armi partecipando alla battaglia del Piave. Ritornato in Sicilia nel 1918, riprese a lavorare nella bottega paterna, aderendo nel frattempo alle idee socialiste e successivamente iscrivendosi al Partito Comunista. Consapevole della necessità di coniugare gli interessi letterari con l’impegno sociale, cominciò a formarsi una cultura da autodidatta. Nel 1922 fondò a Bagheria il Circolo Culturale “Filippo Turati”, che fu animatore di una sommossa popolare contro i dazi comunali. Fino al 1928 fu condirettore del mensile palermitano di letteratura dialettale “La Trazzera”, soppresso dal regime. A questi anni risalgono la raccolta di versi Sintimintali (1923) con prefazione di Pipitone Federico, e il poemetto Marabedda (1928), tradotto da Ganci Battaglia. La Seconda Guerra Mondiale lo costrinse a rifugiarsi con la famiglia a Codogno (Milano). Durante la permanenza in Lombardia partecipò alla lotta clandestina. La sua prima poesia antifascista fu pubblicata nel 1944, nel secondo numero di “Rinascita”. Fu arrestato due volte dai fascisti riuscendo sempre a sfuggire alla condanna. Alla fine della guerra rientrò in Sicilia, dove trovò i suoi magazzini di generi alimentari saccheggiati. Per vivere (erano già nati i suoi 4 figli) fu costretto a ritornare in Lombardia e a intraprendere l’attività di rappresentante commerciale. A Milano frequentò una ristretta cerchia di artisti e intellettuali siciliani tra i quali Salvatore Quasimodo ed Elio Vittorini. Nel 1960 tornò definitivamente in Sicilia stabilendosi in una casa ad Aspra, prospiciente il golfo di Palermo, che divenne presto luogo d’incontro per poeti, scrittori e artisti provenienti da tutte le parti del mondo. Tra le sue opere principali, alcune delle quali tradotte in diverse lingue straniere: Lu pani si chiama pani (1954) con disegni di Renato Guttuso e traduzione di Salvatore Quasimodo, Lu trenu di lu suli (1963), La peddi nova (1963) con prefazione di Carlo Levi, La paglia bruciata (1968) con prefazione di Roberto Roversi e nota di Cesare Zavattini, Io faccio il poeta (1972) con prefazione di Leonardo Sciascia, premio “Viareggio”, Il poeta in piazza (1974), Pietre nere (1983). Nel 1999 la casa editrice Sellerio ha pubblicato una antologia delle sue poesie: La mia vita vorrei scriverla cantando, con scritti di Gianfranco Contini, Carlo Levi, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia.
Dal 2 al 14 Dicembre 2008 - Teatro Biondo Stabile, via Roma, 258 - Palermo.
Per informazioni: www.teatrobiondo.it
25 / 11 / 2008
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