Promoteo incatenato
Spettacolo liberamente tratto dalla tragedia di Eschilo.
A cura del CUT (Centro Universitario Teatrale).
Regia di Giorgio Mennoia.
Aiuto regia: Daniela Bendinelli.
Consulenza musicale: Antonio Lauritano.
Prometeo , titano punito da Zeus per aver offerto agli uomini il fuoco (ossia la conoscenza) risponde lanciando un messaggio di speranza per il futuro, profetando rivolgimenti ai vertici del potere, tali da liberare ogni persona da tutti i dolori.
L’allestimento di quest’opera, nata dalla fantasia del religiosissimo Eschilo, è stata occasione per gli attori del CUT, di una riflessione attenta sulle condizioni delle donne e sull’immagine che di esse hanno molte culture e regimi autoritari fondati sull’ortodossia religiosa e politica. Ed è per questo motivo che la messa in scena di questa opera eschilea vede il suo protagonista Prometeo, figura-simbolo di chi da sempre soffre la contraddittorietà del potere, interpretato da una donna.
Non si tratta comunque di una provocatoria considerazione sugli dei di ieri e di oggi, ne tanto meno di una semplicistica rilettura del post-femminismo. Con questa messa in scena, il regista ha inteso solo sollevare alcuni interrogativi:è giusto opprimere con la prepotenza ed il terrore la coscienza di interi popoli, pur di difendere i propri privilegi? è possibile considerare corruttore e facinoroso chi per amore del progresso e delle libertà trasgredisce il potere?
La scelta di una interprete donna per il ruolo dell’eroe divino è scaturita, ci indica il regista, dall’evidente parallelismo riscontrato, dalla lettura dell’opera, tra la figura mitologica di Prometeo, prediletto di Zeus che ruba il fuoco della conoscenza per donarlo agli uomini, e quella biblica di Eva, creatura cara a Dio che perde tutti i suoi privilegi rubando il frutto proibito della conoscenza, la mela, per offrirlo all’uomo.
Un testo non facile da presentare ad un pubblico poco abituato ad assistere a tragedie del teatro greco. Ma la bravura degli attori nell’interpretare i vari personaggi e la meticolosa cura del regista nel ricreare questo mondo divino e fantastico, hanno dato un grande risultato, un successo forse inatteso. Tutti gli attori del Cut hanno chiaramente dimostrato che la loro carica interpretativa deriva da anni di duro lavoro e da una irrefrenabile voglia di coinvolgere il pubblico. Da menzionare anche lo scenario naturale quale è il Teatro Romano di Cassino, un luogo in perfetta simbiosi con lo spettacolo presentato.
18 settembre 2007
diventa amico di questo sito su Facebook
conoscerai gli autori del network e gli altri lettori